Un ecocidio ben occultato in agro di Martina, contrada tagliente

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Rinvenire in contrada Tagliente, ancora nel 2020, circa mezzo ettaro di macchia mediterranea totalmente insozzata da rifiuti d’ogni genere – per decenza non sto qui a farvene elenco o consistenza – probabilmente sarebbe stata per molti, non solo per il sottoscritto, una giornata alquanto grigia.

Tale discarica, composta da rifiuti artatamente occultati e sparsi lungo tutta l’area interessata – l’eternit, naturalmente, non poteva mancare – si trova in una delle zone più naturali e rigogliose del territorio di Martina Franca, in prossimità di San Paolo e, più precisamente, in contrada Tagliente.

Da diversi mesi, nelle mie assidue frequentazioni naturalistiche, ero a conoscenza di tale brutale, incosciente violenza ( v.foto) perpetrata i danni d’uno degli ecosistemi a macchia alta più belli e biodiversi di tutto il territorio naturale pugliese, un folto di vegetazione prospiciente la Casa di Cura “Villa Bianca”, facente parte d’una zona che in un sopralluogo insieme alla locale Legambiente “Valle d’Itria” abbiamo pensato essere di pertinenza della stessa amministrazione comunale di Martina, seppur completamente abbandonata a se stessa e lasciata per anni ed anni nel degrado più assoluto. Un grossolano sfregio alla Natura che da quelle parti è stata veramente generosa in biodiversità floro- faunistica.

Se avessi avuto la forza di cento braccia giuro che avrei cominciato a ripulirla da subito, ma l’anno 2020 era cominciato veramente male, col Coronavirus che spandeva per il mondo la sua ombra letale, e al giungere dell’estate ancora ad agosto erano sconsigliati riunioni e assembramenti vari; pur tuttavia, passando lì, ogni volta fremevo d’impazienza per “lavare quell’onta” da quel bel pezzo di Natura che il Padre Eterno ci aveva regalato con tanta dovizia.

Ma, Covid o non Covid, a Ferragosto si sa, gli amici ambientalisti erano tutti “impegnati” a far gite e vacanza con familiari ed amici : quindi da “prode” ecologista alle ore 9.00 ero già sul posto, e, munito di guanti, rastrello, sacchi di plastica e tanto ardore, nel breve volgere di circa tre ore avevo ripulito ben bene la mia “fettina”, riponendo poi tutto quello schifo nei due sacchi che potete vedere nella foto :  come a dire che l’ecologia si fa anche con l’esempio!

Morale della favola : insieme alle ragazze e ai ragazzi della locale Legambiente “Valle d’Itria” e C., domenica 25 ottobre p.v. saremo tutti sul posto per vendicare l’affronto perpetrato a danno delle Cose Naturali; colgo qui l’occasione per invitare alla “festa” tutti coloro che, come il sottoscritto, pensano che la salvaguardia degli ecosistemi naturali resti oggi l’obbiettivo primario se vogliamo ancora mantenerli in buona salute affinché continuino a fornirci i servizi ecosistemici fondamentali alla nostra sopravvivenza.

Ai pubblici amministratori e ai detentori della politica vogliamo dire che, come scrive E.Odum, essi devono porre la massima attenzione soprattutto verso il benessere pubblico, assumendo comunemente che ciò che va bene per l’individuo vada bene anche per la società e per il mondo intero ( E.P.Odum, 1994) : le conseguenze di tale atteggiamento sono alla lunga la rapida e continua espansione della popolazione mondiale – della quale nessuna parla – e, di conseguenza, lo stress e la degradazione degli ecosistemi vitali. Come di quel bel pezzo di valorosa macchia mediterranea, aria, colore e sostanza della nostra terra, che già da tempo giaceva immersa nell’immondizia e che nessuno, sino ad oggi, s’era mai preoccupato di mondare.

Valentino Valentini

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Valentino Valentini CO.RI.TA. Comitato per il Rimboschimento della Città di Taranto

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