Ue, D’Amato: vittoria per Taranto a Bruxelles, il JTF non potrà finanziare le fonti fossili

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«Grazie al lavoro condotto in questi mesi e alla pressione del gruppo dei Greens, il Parlamento europeo è riuscito a trovare un accordo fondamentale per il futuro di Taranto nel quadro del Just Transition Fund.

Al termine dei negoziati con Commissione e Consiglio Ue, si è stabilito che il JTF non potrà finanziare investimenti relativi alla produzione, lavorazione, trasporto, distribuzione, stoccaggio o combustione di combustibili fossili, e le attività legate ai prodotti del tabacco. Il JTF potrà invece sostenere microimprese, università e istituti di ricerca pubblici, innovazione digitale e attività nei settori dell’istruzione e dell’inclusione sociale. Saranno inoltre finanziati investimenti in energie rinnovabili e tecnologie di accumulo dell’energia, investimenti in efficienza energetica e produzione di calore per il teleriscaldamento basato su fonti rinnovabili, mobilità locale intelligente e sostenibile. Inoltre, le risorse per i piani del JTF possono essere trasferite da altri fondi di coesione su base volontaria. Tutte queste novità sono frutto di un impegno che mi ha visto in prima linea a Bruxelles e Strasburgo. Adesso spetta al governo italiano mettere in piedi iniziative per Taranto che da un lato sostengano chi perde il lavoro, anche attraverso la formazione, e le imprese sostenibili, soprattutto quelle piccole e medie più colpite dalla crisi. E che dall’altro, promuovano una crescita verde e socialmente equa, creando start up e percorsi in grado di esaltare le specitità del territorio. Ricordo al governo e alle autorità locali che al Parlamento abbiamo introdotto il “Green Rewarding Mechanism”, un meccanismo che prevede che, in caso di risorse aggiuntive per il JTF dopo il 2024, tali fondi verranno distribuiti in modo da premiere gli Stati membri che riusciranno a ridurre i gas serra emessi dai loro impianti industriali. Mi sembra chiaro che siamo riusciti a impedire che il JTF venga scippato ai taranti dalle lobby del fossile e dall’ex Ilva ». Lo dice l’eurodeputata del gruppo dei Verdi Europei al Parlamento Ue, Rosa D’Amato.  

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