Taranto – Chiusura terapia intensiva neonatale? Asl tranquillizza, ma c’è chi non si convince

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Dopo la protesta del sindacato dei medici, petizione online, precisazione dell’Asl e intervento di Vietri sulla chiusura terapia intensiva neonatale.

Sarebbero da tranquillizzare intanto quegli 8 mila e più che hanno firmato in poche ore e poi anche il consigliere Provinciale e Comunale di Taranto Fratelli d’Italia Giampaolo Vietri che in un comunicato parla di rassicurazioni Asl che non convincono in merito alla paventata chiusura dell’Unità di terapia intensiva neonatale a Taranto.

“Si parla di un emergenza temporanea” scrive il consigliere “ ma nulla si dice della mancanza di programmazione che impedisce a questo e ad altri reparti ospedalieri di garantire al personale sanitario e ai pazienti una normalità che purtroppo, in questo ambito, manca da diverso tempo. Solo pochi giorni fa, in piena campagna elettorale, il presidente-assessore alla sanità della Regione Puglia Michele Emiliano ha annunciato un nuovo piano ospedaliero, che però non risolve le tante emergenze del territorio, come ha denunciato un autorevole sindacato di medici  che ben conosce la situazione delle nostre strutture. I cittadini della provincia di Taranto e, più in generale, della Puglia non meritano tutto questo. E nelle elezioni di settembre puniranno questo deprecabile disinteresse per la sanità pubblica, che pure costituisce la parte più consistente del bilancio della Regione. Ma come vengono spesi questi fondi è sotto gli occhi di tutti.”

E stata, nei giorni scorsi,  l’ANAAO-Assomed, l’organizzazione sin­dacale dei medici, in un lungo intervento diramato dal segretariato aziendale Giancarlo Don­nola, a parlare di questa possibile chiusura.

Ecco la questione Utin sintetizzata in questo loro passaggio: “Di ieri la notizia che, se confermata, sarebbe di una gravità assoluta, la chiusura della Terapia Intensiva Neonatale del “SS. Annunziata” per mancanza di medici, ora cinque a ottobre tre. Questo mentre la pediatria dello stesso ospedale sembra abbia solo sei medici. Certo gli specialisti mancano. Allora come mai due pediatri di Taranto lavorano “in comando” presso il Policlinico di Bari? In un reparto che sembrerebbe avere tanti di quei medici da permet­tersi di autorizzarli ad andare a lavorare, con uno straordinario lautamente retribuito, presso un ospedale laziale a quasi 500 km da Bari. Questo mentre noi paghiamo pediatri di altre ASL quando non erano Pediatri di Base, altrettanto lautamente con tariffe da 60 euro all’ora e, si dice ma non abbiamo avuto risposte dalla Direzione, rimborso delle spese, per mantenere aper­to il reparto di Pediatria di Ca­stellaneta. Qualcuno si è chiesto cosa voglia dire trasferire un neonato, in urgenza, presso l’U­TIN di Bari o di Acquaviva del­le Fonti? E chi dovrebbe accompagnarlo? Un pediatra che non c’è o un ginecologo di cui non abbiamo certo abbondanza? O dobbiamo preventivare il tempo necessario per l’arrivo eliambulanza STENT dal Policlinico di Bari?”.

Noi ci aspettiamo un intervento chiarificatore dell’Asl, in risposta a questa protesta corale e non con la solita manfrina elettorale.

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