Servono alberi per raffreddare Taranto e il Pianeta intero

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Giacomo Grassi è una voce autorevole nel novero degli scienziati che fanno parte dell’IPCC, il gruppo intergovernativo sul cambiamento climatiico dell’ONU.

La scienza, afferma Grassi, ormai è chiara sulle cause che hanno prodotto i cambiamenti climatici e sulle possibili strategie di mitigazione e contrasto. E tra queste non potevano esserci che i nostri amici alberi! Tra l’altro, la Commissione Europea ha ritenuto che l’attuale obbiettivo al 2030 non sia abbastanza – noi del CO.RI.TA. saremmo perfettamente d’accordo – inoltre il Parlamento europeo ha rilanciato al 60% la riduzione delle emissioni di gas serra rispetto al 1990. Poi c’è l’obbiettivo, ancor più ambizioso ma assolutamente irrinunciabile, per la neutralità climatica al 2050.

La Conferenza di Parigi ha fissato il limite dell’aumento della temperatura globale entro i due gradi. Un grado a livello globale ce lo siamo già giocato, addirittura due in alcun zone geografiche tra le quali l’Italia : e non è una buona notizia, afferma Grassi, è come se la temperatura del nostro corpo salisse da 36 a 38 gradi, quindi si passa da non aver la febbre ad averla, per intenderci meglio! Come Paese siamo quindi già fuori! La crisi climatica pone quindi delle pressanti urgenze, è soprattutto una sfida che mette a serio rischio la nostra economia, già messa a dura prova causa Coronavirus.

Il Governo ha recentemente stanziato 30 milioni per la forestazione di aree urbane e periurbane, servono tantissimi alberi per la loro nota capacità di assorbire CO2, ma anche per migliorare la qualità dell’aria e abbassare quei due gradi di cui si parlava prima. Servono alberi per le nostre Città e per la stessa salute dei nostri concittadini e abbassare le roventi temperature estive. In piena sinergia con la Direzione Ambiente del Comune di Taranto la nostra Associazione da anni si sta già muovendo in questo senso, e proseguirà instancabile sino a tutto marzo 2021, confidando soprattutto nella collaborazione dei concittadini che si unissero a noi e ci segnalassero opportunità e carenze.

E che si decidessero, una buona volta, ad usare gambe e biciclette per una sana mobilità cittadina, così che Taranto torni ad essere tra quelle rare “beatae arces” di cui parlava Orazio.

Pregna di bellezza, risorse naturali e piacevolezze che gli antichi ci hanno tanto generosamente consegnato e che noi “moderni” abbiamo il dovere di trasmettere a chi verrà dopo, perché tanti altri artisti e poeti possano cantare di Taranto, così magicamente contesa tra i due mari.

Servono alberi per raffreddare Taranto e il Pianeta intero

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Valentino Valentini
Valentino Valentini CO.RI.TA. Comitato per il Rimboschimento della Città di Taranto

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