Scienza, aritmetica & vaccini, i numeri non sono quelli di Arcuri

56 / 100

L’aritmetica, il commissario Arcuri e un’esultanza che potrebbe essere pagata cara dal popolo italiano.

L’aritmetica e le scelte del commissario Arcuri: gli accordi riguardano tutti i contratti di fornitura vaccini anti Sars Cov 2 firmati dall’Unione europea, per complessivi 1,3 miliardi di dosi di vaccini. Ogni paese membro ne riceverà, in misura proporzionale al numero dei propri abitanti. All’Italia spettano 200 milioni di dosi. Il primo accordo firmato dall’Italia è con l’AstraZeneca, ben sei mesi fa.  Il totale delle dosi di vaccino e le rispettive case di produzione sono le seguenti: a) AstraZeneca 40,38 milioni; b) Johnson & Johnson 53,84 milioni; c)  Sanofi 40,38 milioni; d)  Pfizer/BNT 26,92 milioni; e) CureVac 30,285 milioni; f) Moderna 10,768 milioni. Totale quasi 243 milioni di dosi.

Siamo 60 milioni e quindi il quantitativo sottoscritto copre anche le scorte di sicurezza. Il piano vaccinale prevede, con priorità d’intervento per le vaccinazioni di operatori sanitari e persone anziane residenti nelle Rsa.

Previste due somministrazioni, a intervallo di 28 giorni e non si sa quanto durerà la protezione del vaccino. Le prime dosi che arriveranno in Italia sono della Pfizer, che sarà approvato domani dall’EMU europea. Pfizer invierà una prima fornitura di 1,8 milioni di dosi, che interesseranno la vaccinazione di 900 mila persone essendo doppia la somministrazione. La prima osservazione è che pur avendo ordinato circa 243 milioni di dosi la prima fornitura riguarderà solo lo 0,74 % del totale delle dosi ordinate!!  

Inoltre emergono altri elementi di preoccupazione. L’Italia diciamolo francamente ha puntato su tre produttori di vaccini:AstraZeneca, Sanofi/GlaxoSmithKline e Johnson&Johnson.  In seconda battuta il vaccino di Moderna che arriverà in avanzato 2021. Moderna però ha sviluppato il vaccino con i finanziamenti del Governo degli Stati Uniti quindi saranno loro i primi ad avere i primi lotti di produzione. L’altro problema riguarda, proprio AstraZeneca e i problemi che ha avuto con la sperimentazione clinica. In sintesi la somministrazione di mezza dose è stata più efficace di un’intera e ci sono differenti tempi di somministrazione della seconda dose, rendendo non confrontabili i risultati come richiesto dai protocolli. La conseguenza? Dovranno ripetere la sperimentazione clinica e ci vorrà tempo. Ma non sono finite le complicazioni con Azteca! Ha stretto una collaborazione con l’Istituto di ricerca russo, che ha sviluppato il vaccino Sputnik 5 basato come quello di Azteca sul cosiddetto “ vettore virale” cioè un adenovirus, che trasporta un gene del coronavirus. L’accordo con i russi prevede una somministrazione dei due vaccini, a soggetti che hanno più di 18 anni.

Il problema è che il vaccino russo è stato approvato dai russi prima del completamento della sperimentazione clinica (trial clinici). Resta il Sanofil, che ha avuto problemi con la sperimentazione e prima della fine del 2021 il vaccino non sarà disponibile. Sanofil e AstraZeneca hanno contratti di fornitura, per l’Italia pari a 80,76 milioni di dosi. Infine il vaccino dell’azienda CureVac ha iniziato l’ultima fase di sperimentazione il 3 dicembre scorso. La conclusione amara è che se tutto andrà bene da Pfizer e Moderna il prossimo anno avremo 40 milioni di dosi idonee, a vaccinare 20 milioni di persone!!  Non si comprende quindi l’esultanza con la quale il commissario factotum Arcuri ha annunciato due giorni fa che saranno vaccinati tutti gli italiani entro l’autunno 2021 e che sono in arrivo 200 milioni di dosi. 

Sarebbe opportuno che ministro della Salute e il Presidente del Consiglio trasferissero all’Istituto Superiore di Sanità la gestione vaccini.

L’unico altro vaccino di cui si conosce l’uso è quello cinese, sviluppato da Sinopharm che utilizza la tecnologia del virus inattivato e che un’efficacia dell’86%. La Cina sta usando questo vaccino, per i suoi militari. Però non si conoscono i risultati della sperimentazione né tantomeno le Autorità europee o britanniche chiedono di analizzare i dati. Si corre il rischio concreto di bloccare, di fatto, il paese, per un altro anno rischiando davvero grosso se non saranno vaccinati almeno i due terzi degli italiani.  

About Erasmo Venosi

Erasmo Venosi
Erasmo Venosi già professore associato università La Sapienza, è stato componente Commissione Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del ministero ambiente per concessione autorizzazione integrata Ambientale grandi impianti industriali Italiani

Check Also

anna mariggiò

Manduria /Taranto – Avv. Anna Mariggiò è commissaria dei Verdi

68 / 100 Powered by Rank Math SEO Riceviamo e pubblichiamo il comunicato dei Verdi …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *