Science «Covid meno aggressivo?»

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Un contributo a comprendere meglio la nuova ondata di contagi è , come sempre una  pubblicazione su Science

Parla di episodi singoli alla base di “ super diffusioni” e spiega perché, oltre ai parametri R0 (utile a valutare l’andamento di un’epidemia provocata da una malattia infettiva, nella sua fase iniziale in assenza d’interventi.) e RT (descrive invece il tasso di contagiosità dopo l’applicazione delle misure atte a contenere il diffondersi della malattia), bisogna considerare un altro parametro il fattore di dispersione “K”, per capire l’evoluzione di una pandemia.

Un valore di “ K” inferiore a 1 come è per il coronavirus SARS CoV 2 ( valore 0,1), indica che la trasmissione del virus proviene da un numero piccolo di persone.

Catene di contagi sviluppati, in cluster originati da una sola persona. Questo meccanismo di super- diffusione si è verificato anche, per altri due coronavirus quello della SARS e della MERS. Gli esperti affermano, che questa caratteristica del virus a diffondersi come i cerchietti di un vestito a pois, quindi per focolai specifici, è positivo perché induce a prestare particolare attenzione a luoghi e contesti in cui la super- diffusione potrebbe realizzarsi e nel contempo allentare le misure restrittive dove i rischi sono minori.

L’altro tema sul quale si sta discutendo tra scienziati è l’ipotesi che Sars Cov 2 si sia indebolito a seguito di una mutazione del suo RNA. Una pubblicazione su bioRxiv, in pre print ( vuol dire non assoggettata a verifica da parte di esperti autonomi. La verifica è il cardine del metodo scientifico chiamato peer review). Ricercatori affermano di aver trovato una mutazione del coronavirus denominata D614G (un segmento di RNA), che rende il coronavirus più contagioso, ma meno aggressivo (virulento).

Mutazione che agisce sulla proteina Spike il “ tridente” con il quale entra nelle cellule. Se peer review conferma è buona notizia.  Una mutazione genetica è caratterizzata da un cambiamento permanente nella sequenza del DNA che può verificarsi a causa di fattori ambientali (radiazione UV), o a causa di un errore durante il processo di replicazione del DNA.

Le mutazioni genetiche possono essere di molti tipi, tra cui missense, inserimento, delezione, duplicazione. La mutazione D614G è una mutazione missense ( tecnicamente la sostituzione della lettera D che esprime l’acido aspartico con la lettera G che esprime la glicina. Quindi il codice D614G vuol dire sostituzione della lettera D con la lettera G nella posizione 614).

Inoltre, gli scienziati hanno dimostrato che le persone infettate con la variante G614 hanno un carico di RNA virale più elevato nel tratto respiratorio superiore rispetto a quelle infettate dalla variante D614. Tuttavia, la mutazione D614G non è associata a una maggiore gravità della malattia. Il presidente della Società italiana di virologia, Arnaldo Caruso, in un’intervista all’Adnkronos ha riferito, che nel laboratorio di microbiologia dell’Asst Spedali Civili di Brescia, da lui diretto, è stata isolata una variante “estremamente meno potente” del virus, ma ha anche precisato che siccome “non sappiamo ancora se e quanto stia circolando, non è per questo che i casi di Covid-19 sono meno numerosi e meno gravi”. 

Utile ribadire che la ricerca non è stata assoggettata a peer review quindi attualmente non esiste un dato scientifico che sia a sostegno della ipotesi di una meno aggressività del virus. La minore gravità apparente della malattia può essere spiegata, in vari modi: migliore comprensione della patologia, disponibilità di nuovi farmaci, gestione dei pazienti a casa. Un’ultima considerazione riguarda la carica virale riscontrata nei tamponi effettuati recentemente. Gli Scienziati hanno chiarito che “ la carica virale dipende dalla popolazione sensibile. Se una persona è sana, nella maggioranza dei casi il virus entra ma la sua replicazione è bloccata. Oms oggi parla di una mortalità tra il 5% e il 6%, probabilmente è sovrastimata perché non ha il numero reale di tutti gli asintomatici. Se la mortalità alla fine, come si pensa, sarà tra l’1% e il 2% significa che il 98%-99% delle persone guarisce e la stragrande maggioranza di queste senza attraversare una sintomatologia grave. Quindi vuol dire che quando il virus entra nel nostro corpo il sistema immunitario riesce a impedirne la replicazione e di conseguenza la carica virale sarà più bassa. Inoltre non dobbiamo dimenticare che una volta la carica virale si andava a studiare sulle persone che erano in ospedale e avevano un quadro clinico grave, adesso stiamo effettuando i tamponi anche a persone sane che stanno bene. Il profilo della persona che viene sottoposta a tampone è estremamente cambiato(Viola 2020). I prossimi giorni saranno cruciali per comprendere bene l’evoluzione del virus e le implicazioni sottese.

About Erasmo Venosi

Erasmo Venosi
Erasmo Venosi già professore associato università La Sapienza, è stato componente Commissione Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del ministero ambiente per concessione autorizzazione integrata Ambientale grandi impianti industriali Italiani

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