Sant’Alfonso de’ Liguori e Benedetto Croce tra storia e spiritualità

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di Giuseppe Lalli

Forse non tutti sanno che la canzone Tu scendi dalle stelle, da sempre la più celebre aria natalizia italiana, fu composta, nella musica e nelle parole, da Sant’Alfonso Maria de’ Liguori.   Sant’Alfonso Maria de’ Liguori fu originalissimo modello di santo cattolico: grande mistico e sagace organizzatore, instancabile apostolo e profondo studioso, sacerdote straordinariamente moderno e fortemente radicato nella tradizione, uomo di preghiera e di carità operosa, esigente con sé stesso e delicatamente gentile con quanti veniva in contatto.    Qualche pur brevissimo cenno biografico servirà ad inquadrarne la figura.

Nacque a Napoli il 27 settembre 1696, primo di otto figli di Don Giuseppe, della nobile famiglia de’ Liguori e di Anna Maria Caterina Cavalieri, dei marchesi di Avernia, originari del brindisino. Dalla famiglia ricevette un’educazione cristiana e virile.  Di intelligenza precocissima, si iscrisse giovanissimo all’Università di Napoli, dopo avere, con tutta probabilità, sostenuto un esame di ammissione niente meno che con Giambattista Vico (Napoli,1668-ivi,1744), giurista e filosofo.  Conseguì in breve tempo il dottorato in diritto civile e canonico (in utroque jure, come si diceva a quel tempo).

Iniziò non ancora ventenne la professione di avvocato, ma presto dovette constatare che l’attività forense mal si conciliava con la sua purezza di cuore. Come non capirlo? Fare l’avvocato, soprattutto in una città difficile come Napoli è sempre stata, per un giovane idealista come lui significava doversi districare tra i codicilli, essere un po’ spregiudicato, compiere quelli che gli saranno parsi compromessi quotidiani con la propria coscienza. Alfonso era attratto dalla mistica, non dalle piccole mistificazioni che il mestiere di leguleio a volte sembrava richiedergli; e così, approfittando di una cocente delusione professionale, decise, contro il parere di suo padre, di farsi sacerdote, la vera vocazione alla quale si sentiva da tempo chiamato. Una volta prete, dell’avvocatura gli rimarrà sicuramente la tendenza a calarsi sempre nel punto di vista del prossimo, a consigliarlo per il suo bene, e a difenderlo con la preghiera presso il Giudice Eterno.

Dopo un intenso apostolato nella sua città, a trentasei anni lasciò Napoli per ritirarsi in un eremo benedettino nel Casertano. Di lì a poco fondò la Congregazione del SS. Redentore (i suoi componenti saranno chiamati “Redentoristi” e anche “Liguorini”), il cui raggio di azione, apostolica ed educativa, ben presto travalicò i confini del regno di Napoli. Nominato nel 1762 vescovo di Sant’Agata de’ Goti da papa Clemente XIII (1693-1769), dapprima rinunciò, accettando poi solo per obbedienza. Morì a Nocerina dei Pagani il 1° agosto 1787, all’età di novantuno anni. Fu beatificato da papa Pio VII (1742-1823)nel 1816 e canonizzato nel 1839 da papa Gregorio XVI (1765-1846).

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