Riflessione sul nucleare nel 75° anniversario di Hiroshima e Nagasaki

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Il 75 anniversario del lancio delle bombe nucleari su Hiroshima e Nagasaki. Un anniversario particolare considerato, che alla pietà per quell’orrore si somma oggi il crescente rischio nucleare. Realisticamente osserviamo, che l’obiettivo di eliminare le armi nucleari appare sempre più come una utopia.

Dichiarazioni , impegni , rassicurazioni in abbondanza, ma sul piano della concretezza resta solo l’” iniziativa di Stoccolma” che interessa 16 paesi con, in testa Germania e Svezia ma, che non ha avuto riscontro alcuno da parte delle potenze nucleari.  La volontà di rafforzare controlli sugli armamenti, modificare ,in meglio i Trattati al fine di ridurre ulteriormente le armi nucleari e cancellare nel contempo i programmi per il “ nuovo nucleare” risultano falliti. IL motivo? La indisponibilità della Cina, a negoziati sulle armi nucleari e la volontà di Russia e USA di avere mani libere sulle armi nucleari.

Il rischio nucleare oggi è pari, a quello verificatosi nei momenti più duri del confronto durante la guerra fredda. Studi recenti  dell’istituto di ricerca per il disarmo delle Nazioni unite (UNIDIR), dello Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI), di ricerche mirate riferite all’Europa  come  The British American Security Information Council (BASIC), documenti del convegno del  Center for Global Security Research di Livermore ci aiutano, a comprendere sia la mutata situazione del contesto nucleare globale che le nuove aree di rischio nucleare .Le simulazioni con modelli ,che tengono conto dei danni ambientali e climatici di una guerra nucleare tra USA e URSS con le armi oggi disponibili, secondo il Trattato Start ci restituiscono prospettive agghiaccianti. Un solo dato del modello :  tutto l’emisfero settentrionale resterebbe per lunghissimo tempo e per tutto l’anno  a temperature sotto lo zero. La differenza rispetto ai tempi della guerra fredda USA-URSS sta nella entrata della Cina che genera nuovi rischi nucleari a seguito della modificazione del confronto che da bilaterale , simmetrico relativamente alle strategie diventa trilaterale e complesso. Inoltre è cambiata la dislocazione territoriale del rischio nucleare. Da euro/atlantico a ischi regionali plurimi identificabili  nell’Asia meridionale al confronto sempre più pericoloso India/Pakistan e delle relazioni dure tra India e la Cina sull’Himalaya.

Destano non poche preoccupazioni l’acquisto da parte dell’India di missili che possono colpire la Cina. Altro scacchiere pericoloso caratterizzato da relazioni ostili è tra Korea del Nord e USA. Sempre numerando i fattori di crisi cruciale è il confronto nel mar cinese meridionale tra Usa e Cina. Ultimo in ordine di citazione, ma non meno importante è la politica nucleare di Israele , il confronto in Siria tra Russia e USA . Nell’area ci sono 40 installazioni militari compreso una base cinese. Termino riproponendo , in tutta la tragica attualità il Manifesto Einstein – Russel del 9 luglio 1955, per un obiettivo che si allontana sempre più ma che è irrinunciabile per tutti gli esseri umani,  che come diceva Einstein sono  «rimasti sani di mente in un mondo pazzo».

About Erasmo Venosi

Erasmo Venosi
Erasmo Venosi già professore associato università La Sapienza, è stato componente Commissione Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del ministero ambiente per concessione autorizzazione integrata Ambientale grandi impianti industriali Italiani

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