Recovery Fund, politica per il futuro del Paese, fuori da interessi di parte

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Innanzitutto la mancanza di fondi per la ricerca di base. Inoltre due stanziamenti fanno pensare, a stressanti pressioni lobbystiche

Tav. ed Eni. Obiettivo per finanziare la tav? Cambio modale cioè uso del treno al posto delle macchine (auto e camion), per questioni ambientali e la cosiddetta “equità territoriale” per avere pari diritti alla mobilità.

Premesso che sono almeno 30 anni che si rincorre fallendo il riequilibrio modale attraverso vagonate di soldi a Fs (Il compianto Andreatta imputava a Fs il 20% del debito pubblico italiano) e un modestissimo 2% nell’ambito dei trasporti. Di analisi costi/benefici a supporto di questi progetti nemmeno l’ombra.

Assenti anche le analisi finanziarie (costi/ricavi), e quelle di “valore aggiunto” per comprendere quanta occupazione ottenuta per ogni 1000 euro di spesa. Nessuna analisi del ciclo di vita dell’opera (Life Cycle Analysis) per confermare l’esistenza di benefici ambientali. Uno studio così è stato formulato per valutare l’ipotesi di una nuova linea ad alta velocità in Norvegia. I materiali occorrenti incidono sul riscaldamento globale per il 53% (acciaio) e il 23% (cemento). In Italia abbiamo alcuni dati sull’AV Milano/Napoli elaborati dal compianto Dott. Federici dell’Università di Siena. Anidride carbonica rilasciata pari a 38 milioni di tonnellate (21 dovuti al consumo di energia elettrica e 17 alla realizzazione della infrastruttura. Consumi di elettricità dovuti alla velocità. Raddoppiando la velocità, l’energia richiesta va moltiplicata per quattro.

La velocità ottimale dipende da fattori fisici, economici, ambientali e di certo non corrisponde alla convinzione “più alta è meglio è”. L’altro esempio è di ENI. IL 70% del capitale sociale in mano ad azionisti privati. Desinati a Eni 3,1 mld del Recovery per la transizione verde. Non mi soffermo sui progetti che hanno tutti l’obiettivo di minori emissioni di CO2. Condivisibile ma non con capitali pubblici trasferiti agli azionisti invece che alla “next generation “(prossima generatione) in un Paese che totalmente contribuisce alle emissioni globali per il 9 per mille!!! .

About Erasmo Venosi

Erasmo Venosi
Erasmo Venosi già professore associato università La Sapienza, è stato componente Commissione Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del ministero ambiente per concessione autorizzazione integrata Ambientale grandi impianti industriali Italiani

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