Recovery Fund, politica per il futuro del Paese, fuori da interessi di parte

57 / 100

La partita del Recovery Fund ha implicazioni particolarmente rilevanti, per il futuro del nostro Paese.

Dovrebbero i decisori tutti, mostrare una marcia in più accantonando inconfessati interessi di parte e, almeno una volta avere senso dello Stato ed etica della responsabilità. Invece lo scontro sul Recovery Plan mostra che nulla è cambiato, in questo Paese alla disperata ricerca di classe dirigente.  Un numero rappresenta la sintesi di questo sfortunato paese, che da due decenni è in perenne fase di transizione governata da una classe dirigente inadeguata. IL numero è 36 e sono i mesi che intercorrono, per la fine dell’intervento della Bce nel sostenere il mostruoso debito pubblico italiano .  Bce che ha garantito l’acquisto dei titoli fino a marzo del 2022 e l’impegno, a reinvestire i titoli in scadenza fino al 2023. Detiene insieme a Banca Italia il 22% del debito pubblico italiano. Trentasei mesi da oggi, per non soccombere per davvero. In simile contesto l’uso delle risorse tra prestiti e trasferimenti provenienti dall’UE sono un’opportunità unica e irripetibile per il rilancio del Paese.

In gioco c’è il futuro del paese ed è necessario raggiungere una visione informata e, in qualche misura condivisa su dove e perché investire i 209 miliardi. Evitare che tutta la questione si risolva in una pioggia di risorse distribuite a pioggia, per accontentare tutti. I soldi del recovery plan unitamente, a riforme servono a rimuovere quei vincoli strutturali che hanno impedito al Paese di crescere adeguatamente negli ultimi 20 anni. Inoltre bisogna rispettare gli orientamenti europei su macrotemi come la transizione verde, la trasformazione digitale.  e infine rischio ambientale con effetti catastrofici sulla sanità.

Dei 209 miliardi 127,4 sono prestiti e 81,4 mld sussidi. Di questi sussidi circa si stima, che dai 45 ai 55 miliardi dovranno essere a carico del Paese. Quindi il netto varia tra 26 e 36 miliardi. Infine mai dimenticare che il Recovery Plan presenta numerosissime condizionalità. Non è per nulla un pasto gratis!

 La Commissione valuterà i piani nazionali nel rispetto dei seguenti obiettivi: a) 37% minimo di spesa legata ai cambiamenti climatici; b) 20% minimo della spesa legata alla digitalizzazione.

Chiaro quindi che il Recovery and Resilience Facility opera dentro una “facility” che tradotto vuol dire definizione di obiettivi economici da raggiungere connessi alle opere da realizzare.

Ad esempio la realizzazione della linea av Verona/Padova se finanziata con il Recovery Plan deve dimostrare che quella realizzazione porta alla crescita dell’occupazione, alla nascita di nuove imprese, all’aumento del valore aggiunto dell’area. Solo il raggiungimento di questi obiettivi comporterà l’erogazione dei fondi del Recovery!

 Infine solo il 10 dei fondi del Recovery Plan sarà erogato entro dicembre 2021), per avviare i nuovi progetti. Il residuo pari al 90% subordina l’erogazione al raggiungimento degli obiettivi economici che sottoscritti alla partenza tra Commissione Ue e Governo italiano.

Obiettivi da raggiungere in sei anni. Saranno capaci le amministrazioni di rispettare tempi e progetti che finalizzati a obiettivi specifici richiedono una valutazione ex ante fatta da specifiche professionalità?  

Una impresa ciclopica se solo si pensa che i fondi strutturali del periodo pari a 44,8 miliardi sono stati spesi per una percentuale del 38%. Tutto questo, e lo richiede la stessa Commissione per realizzare il Recovery Plan, obbliga a una profonda riforma della Pubblica Amministrazione dove ci dovrebbero essere, in maniera significativa, esperti di statistica, data science, finanza, analisti di dati.

Citerò 3 esempi per mostrare che si opera esattamente al contrario di come si dovrebbe e di come è richiesto dalla Unione europea.

About Erasmo Venosi

Erasmo Venosi
Erasmo Venosi già professore associato università La Sapienza, è stato componente Commissione Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del ministero ambiente per concessione autorizzazione integrata Ambientale grandi impianti industriali Italiani

Check Also

Akes

Akes lancia la sua “rivoluzione” tra elettronica e rap

68 / 100 Powered by Rank Math SEO “Revolution” è il titolo del nuovo album dell’artista romano …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *