Puglia: “Donne in fermento” si riunisce a Carosino TA per discutere sulla legge della doppia preferenza

52 / 100

E alla fine la legge è arrivata dall’alto. Avevamo l’opportunità di legiferare come Regione Puglia una legge capace di eliminare ostacoli alle donne impegnate in politica, e invece il Consiglio regionale in data 28 Luglio si è perso in un gioco al rialzo come se fossimo all’asta Cristie’s.

Si è passati da 10 emendamenti proposti a 5.000; una strategia della ripicca e disappunto agita contro le stesse donne, dato che il gioco politico non ha portato a termine l’introduzione della doppia preferenza di genere nella legge elettorale pugliese. il 28 luglio sono state tante le associazioni, assessore e consigliere di molti paesi della Puglia a manifestare ai piedi del palazzo del Consiglio comunale a Bari. Anche il comitato “Donne in fermento” era presente ed è testimone di come le donne siano state lasciate fuori dalla struttura, lasciate fuori dal consiglio, un consiglio regionale che dovrebbe essere pubblico. Le manifestanti hanno chiesto almeno ombra all’interno e anche quella ci è stata negata. Non avere l’ombra per il presidio significa non avere la parola. Intorno a mezzogiorno il presidio era diventato sempre più corposo.

Un centinaio di donne da ogni parte della Regione. Cav, associazioni, comitati, libere professioniste, avvocate, mamme, assessore: tutte queste donne sono dovute andare via. “Donne in fermento”, comitato di Carosino (TA) che si batte per ogni discriminazione di genere, ha discusso sul presidio di Bari e sul prezioso documento che è stato inviato alla cofondatrice Elena Manigrasso da parte dell’Intergruppo della Camera per le donne, i diritti e le pari opportunità’ rappresentato da 73 deputate che ne fanno parte, su iniziativa di Laura BOLDRINI. Nel documento si legge che il 29 Luglio 2020, dopo il flop legislativo, l’intergruppo chiedeva immediato intervento del premier Conte per la conclusione negativa del Consiglio pugliese sulla “doppia preferenza di genere” una norma antidiscriminatoria che risponde al dettato costituzionale e deve quindi essere applicata a tutti i livelli della rappresentanza. Se c’e’ chi si sottrae a questa responsabilità’ e’ giusto e necessario che il governo intervenga. E così è stato. Prima è arrivata la diffida del Governo e poi il Governo stesso ha legiferato al posto dei pugliesi, rappresentati dai politici e politiche che sono nel Consiglio regionale. Uno smacco per le donne pugliesi che potevano dare indicazioni e progettualità nuove in questa legge preziosa.

Che poteva essere progettata dal basso chiedendo pareri, consigli, indicazioni a comitati e associazioni pro-parità e questo rappresenta un fatto molto grave. Sulla questione Regionale pugliese, è intervenuta con forza anche la Ministra per le Pari opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti per gli adeguamenti agli indirizzi nazionali e ai principi costituzionali. Donne in fermento ha invitato in data 11 Agosto 2020, a Carosino, presso la panchina rossa sita in Piazza Vittorio Emanuele, la consigliera regionale Francesca Franzoso per chiedere spiegazioni su quasi i 2000 emendamenti presentati alla proposta di legge, quasi tutti depositati da Fratelli d’Italia. La consigliera ha precisato che è evidente l’ostruzionismo, voluto perché tanti emendamenti erano stati aggiunti e che niente avevano a che fare con la doppia preferenza.

Se si fossero ritirati quei 10 emendamenti, tra questi l’emendamento Lopalco, i 2000 presentati da FdI sarebbero stati ritirati in un minuto. Ma era chiaro il gioco di far passare interessi di nicchie politiche approfittando della legge elettorale. E una donna non ci sta ad appoggiare strategie di parte sulla pelle delle donne. La cofondatrice Elena Manigrasso propone un ulteriore incontro per presentare proposte dal basso su eventuali modifiche della legge regionale. E spera che negli incontri successivi le partecipanti siano molte di più. “Il confronto politico è sempre una opportunità”, queste le sue parole, “e l’invito a una consigliera di un colore politico o di un altro non deve portarci a chiuderci a priori, ascoltiamo e poi manifestiamo il nostro pensiero o disappunto. Farlo prima non è costruttivo”. Prossima riunione nella prima settimana di settembre. Elena Manigrasso

About Elena Manigrasso

Elena Manigrasso

Check Also

ilva taranto

Paolo Castronovi «La memoria corta dell’On. Vianello»

61 / 100 Powered by Rank Math SEO “Tacere” sarebbe il verbo da suggerire all’onorevole …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *