Pubblicato il libro Torindo e Favetta, un amore giovanile in un’Italia di tantissimo tempo fa

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Inizio con questo messaggio del tarantino Pino Confessa, console onorario dell’isola di Bali in Indonesia, che ha avuto l’opportunità di leggere il manoscritto, prima della pubblicazione: “Grazie hai raccontato questa bellissima storia illustrando un’epoca sconosciuta ai più, invitando i tuoi lettori a riscoprire un periodo storico così particolarmente complesso!!!”

Ecco io vorrei che questo entusiasmo sia diffuso, perché si sa che i libri appartengono di diritto ai lettori.

Torindo e Favetta un amore nell’Italia Bizantina

Io mi limito a descrivere il contorno delle emozioni vissute raccontando in 231 pagine questa storia d’amore tra due adolescenti costretti a crescere velocemente.

Il lettore ha l’impressione di trovarsi davvero calato nel basso medioevo, provando la stessa sensazione dell’autore. Non c’è una descrizione approfondita dell’ambiente in quanto assai scarno è il paesaggio prevalentemente verde. Le case sono fatte di fango e foglie, tutta la vita si svolge nella comunità, condividendo cibo e lavoro, sonno e speranze.

Non c’è sessualità, siamo ancora lontani dalla morale dell’alto medioevo e ancora i gesti sono semplici e naturali, come lo è per una ragazza il denudarsi e lavarsi con l’acqua piovana nell’abbeveratoio degli animali, tutt’al’ più chiedendo ad un viandante che fissa con insistenza: “che vuoi?”

Torindo e Favetta sono nomi del Medioevo, come scrive nel suo libro, il Medioevo giorno per giorno Ludovico Gatto, che è stato uno dei maggiori storici del medioevo. Ma quasi tutti i libri, anche degli storici, partono dall’XI° secolo, probabilmente per il fatto che la documentazione da reperire e le fonti sono importanti; mentre il narratore, che racconta eventi umani di una microstoria, può liberamente parlare di mezzo millennio prima, VII° secolo.

Eppure anche qui troviamo i prodromi della media etas che giunge fino a noi, il cristianesimo appena uscito dalle catacombe, sdoganato da Costantino che se va in Oriente nei luoghi della natività e dove, è ormai appurato anche da National Geografic nel suo recente documentario, porta alla luce il sepolcro di Gesù distruggendo il tempio di Venere che i romani avevano costruito sopra.

Oltre al cristianesimo, di fronte al quale in Italia si inchinano tutti, romani, greci e barbari visigoti, longobardi e Bizantini in lotta fra loro, c’è il prodromo dell’islamismo con il profeta Maometto che crea proseliti in tutto l’oriente e minaccia l’occidente schierando cento mila uomini davanti alle coste dell’Italia.

Altro elemento straordinario è la presenza dei primi monaci che dall’eremitismo – monaco nel suo etimo indica proprio il solitario – iniziano la vita in comune nelle abazie sulla scia di Benedetto da Norcia, ma diventano anche maestri dello scrivere e dopo la chiusura della scuola di Platone di Atene, ereditano tutta la cultura greco-romana del passato e la riportano nei loro libri a pergamene creando le prime scuole, prendendo il nome da Scolastica, santa gemella di San Benedetto. Anche questo aspetto della media etas arriva fino a noi sia come diffusa e ricca cultura universale, sia come modalità di apprendimento attraverso il sistema delle scuole che nasce proprio da quelle prime comunità monacali. Accanto a questo aspetto ci sono i ruoli del potere: Eraclio è l’imperatore d’Oriente che, per la religione, e per effetto della grande influenza dell’antesignano Costantino, è più importante del Papa (Onorio 1).

Ma questo è, come dicevo, il contorno. Poi ci sono loro, i personaggi, 18 che entrano in scena capitolo per capitolo. Poi ci sono le illustrazioni di Anna Guarini che è entrata nella storia tratteggiando i personaggi, come si può vedere in questi cinque esempi.

Alla fine ci sono gli store, che qualche italianista convinto chiama librerie, in realtà il termine inglese indica genericamente ‘negozio’, dove si può acquistare il libro.

Il tempo di covid scoraggia le presentazioni, ma non è impensabile anche il lancio in forme diverse che sto elaborando e che illustrerò in seguito.

Feltrinelli –  IBS  – GOODBOOK –  Mondadori –  Amazon

About Roberto De Giorgi

Roberto De Giorgi
Giornalista freelance, scrittore, editore, poeta, è stato per 15 anni vicedirettore di Agoramagazine

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