Pandemia – Calcoli matematici confermano la validità delle restrizioni

di Erasmo Venosi

Otto anni fa, due docenti delle Università di Florida e California presentarono al seminario annuale di epidemiologia, in Sudafrica, un modello matematico che simulava un’epidemia virtuale, dimostrando come le strategie elaborate possono essere di aiuto nell’affrontare un’epidemia vera.

Vari sono i modelli utilizzati:dalla Teoria dei Giochi ai modelli SIR (S sta per suscettibili cioè quelli, che si possono ammalare, I per infettati e R sta per guariti o  deceduti quindi immunizzati e perciò Rimossi) usato dalla Protezione  Civile,  da quello SEIR dell’Imperial College di Londra (Suscettibile, Esposto, Infettivo, Rimosso) al  SIDARTHE (suscettibile (S), infetta (I), diagnosticata (D), malata (A), riconosciuta (R), minacciata (T), guarita (H) ed estinta (E).

Passiamo da 3 a 4 a 8 equazioni nei tre modelli. I modelli matematici predittivi per le epidemie, sono fondamentali per comprendere il corso dell’epidemia e per pianificare strategie di controllo efficaci. Tutti i modelli mostrano che le misure adottate hanno inciso sul contenimento dell’epidemia.

Un studio con diverso approccio, ma parimenti valido, è quello pubblicato su PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America), una delle riviste scientifiche più note a livello internazionale.  Studio condotto da vari ricercatori appartenenti alla Università Ca’ Foscari di Venezia, l’Università di Zurigo, il Politecnico di Milano, il Politecnico federale di Losanna e l’Università di Padova. Ricercatori con esperienza su modelli di diffusione delle epidemie attraverso l’acqua. Modello cosiddetto “spaziale”, che mette in comunicazione uomini e reti per la mobilità. Adattati all’epidemia da Sars 2 attraverso una Rete composta di nodi e archi connessi.  Gli archi o connessioni sono quelle della mobilità attraverso i quali passano flussi di persone e il traffico telefonico. Flussi in entrata e uscita di asintomatici, pauci sintomatici, esposti, guariti.  Il modello fa riferimento a scenari e risponde alla domanda: “cosa sarebbe successo senza interventi restrittivi?”

La risposta dello studio è che ci sono evidenze per affermare che le misure di contenimento si sono rivelate efficaci; innanzitutto evitando il collasso del sistema sanitario nazionale.

Lo studio sottolinea inoltre che bisogna avere molta cautela in questa fase di riapertura proprio per evitare di ricreare le condizioni ad altissimo rischio. Lo studio considera 107 tra province e aree metropolitane connesse da reti di mobilità. (strade, autostrade, ferrovie). È determinata la percentuale di riduzione della trasmissione del contagio a seguito misure di distanziamento tra persone e le ospedalizzazioni evitate. Lo studio verifica una riduzione della trasmissione del contagio del 45% e mancata ospedalizzazione per 200 mila persone.Anche l’Università San Raffaele ha utilizzato i dati sulla mobilità per uno studio atto, a dimostrare che il virus si è diffuso attraverso la mobilità lungo l’autostrada A 21.

Tassi mortalità

Sono stati valutati anche i tassi di mortalità provinciali fino al 17 aprile. Usando i dati delle regioni Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Valle d’Aosta. La provincia con più morti rapportati a ogni 100 mila abitanti è Piacenza:258 morti, seguita da Bergamo quasi 256, seguono Lodi 248 e Cremona e Brescia. Le province di Parma, Alessandria, Lecco e Sondrio superano i 100 morti ogni 100 mila abitanti. Lo studio sarà pubblicato sulla rivista Acta Medica. In un contesto caratterizzato da elevata letalità, alta diffusività e la mobilità lungo le reti, allargata a livello globale che  ne mostra la privilegiata via di diffusione, stona non poco la proposta cinese di costruzione di una via della seta della salute (Health Silk Road). Una spregiudicata strategia di promozione economica spacciata per cooperazione. L’Istituto Superiore di Sanità ha comunicato infine i dati dei decessi, con il raffronto tra il primo trimestre 2015/2019 rispetto al 2020. Sono 25.354 in più della media 2015/2019!  Si va da un + 548% di Bergamo a un meno 9,4 % di Roma. Il 54% dei decessi è sicuramente dovuto al coronavirus gli altri sono da riconfermare.

About Erasmo Venosi

Erasmo Venosi
Erasmo Venosi già professore associato università La Sapienza, è stato componente Commissione Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del ministero ambiente per concessione autorizzazione integrata Ambientale grandi impianti industriali Italiani

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