Oggi Santa Lucia, quel bagliore che avverte l’arrivo della luce del Natale

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La santa dell’ultima e più terribile strage dei cristiani da parte dei romani, nell’era del feroce Diocleziano, imperatore che, come tutti i governanti dell’ultima fase dell’impero, proveniva dall’esercito e questa instabilità politica fu curata con il governo dei quattro, per evitare colpi di spada.

Non v’è alcun dubbio sull’origine siracusana di Lucia che, secondo l’agiografia era ricca di nascita, però subito in difficolta familiare per la morte del padre, di origine romana. La sua storia è tutta legata al ruolo della donna e dal suo rifiuto di sposare un pagano in assenza del padre come tutore. Con l’aggravante di aver distribuito parte delle sue ricchezze fra i poveri. La punizione, secondo la leggenda, fu la minaccia di essere condotta in un bordello se non avesse abiurato ma, al suo rifiuto, nemmeno cinquanta buoi a cui era stata legata riuscirono a spostarla. Allora accatastarono legna per una pira, così da bruciarla sul posto: nel mentre lei continuava a parlare, dicendo che la sua morte non avrebbe spaventato gli altri cristiani, ma avrebbe addolorato i non credenti. Uno dei soldati le infilò una lancia in gola per fermare queste denunce, ma senza alcun effetto. Charles Macfarlane scrisse che il suo principale reato potrebbe essere avere donato tutta la sua grande ricchezza ai poveri invece di condividerlo con il suo pretendente, che per questo l’avrebbe poi accusata presso il governatore di professare il cristianesimo.

Tutti i dettagli della sua vita sono quelli convenzionali associati alle martiri femminili dei primi anni del IV secolo e John Henry Blunt vede la sua storia come un romanzo cristiano simile a quello di altri vergini martiri. In un’altra storia, Santa Lucia aiutava i cristiani a nascondersi nelle catacombe durante le persecuzione dei cristiani sotto Diocleziano, e per portare con sé quante più provviste possibili, aveva bisogno di avere entrambe le mani libere: risolse così attaccando le candele a una ghirlanda sulla sua testa.  Santa Lucia è spesso raffigurata in arte con una palma come simbolo del martirio.  

Santa della luce, da cui deriva il nome, quella luce di inverno che diventa più breve con poca luminosità per questo si dice che celebrare compuntamente la giornata di Santa Lucia aiuterà a vivere le lunghe giornate invernali con sufficiente luce. Non a caso è proprio la Scandinavia e la Svezia che celebrano questa santa come storia di una fanciulla che porta luce in mezzo alle tenebre e fu proprio questa novità, portata dai primi missionari giunti a evangelizzare le popolazioni, che ha avuto un grande significato per le persone che, nel mezzo di un dicembre del Mare del Nord, desideravano il sollievo dal calore e dalla luce. La sua festa coincideva con il solstizio d’inverno, il giorno più corto dell’anno prima delle riforme del calendario. Cadendo nella stagione dell’Avvento, il giorno di Santa Lucia è visto come un evento che segnala l’arrivo del Tempo di Natale, che culmina con l’arrivo della Luce di Cristo. Ecco, la mia dedica a Lucia, mia sorella morta 15 anni fa, che parlava con Gesù nelle ultime e rare espressioni di lucidità comunicatimi prima del suo perdersi nella demenza. Mi piace però pensare che quei beati i poveri di spirito cui si riferisce il Cristo siano proprio le persone semplici che non hanno altri pensieri.

About Roberto De Giorgi

Roberto De Giorgi
Giornalista freelance, scrittore, editore, poeta, è stato per 15 anni vicedirettore di Agoramagazine

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