Nel fondo Europeo niente per i giovani e il bluff di Renzi

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Lo traducono come Fondo per le Nuove Generazioni, ma nella sostanza ai destinatari primari i giovani arrivano solo le briciole.

Alla questione primaria che è dalla Governance un “preoccupante silenzio”  e nessuna, dicasi nessuna nota nel PNRR  che riguardi la modifica del Patto di Stabilità, del Fiscal Compact e gli aiuti di Stato.

Uno scontro quello di Renzi, che si configura tra lotta per tutele d’interessi contrapposti non solo per la ripartizione delle risorse, ma anche e forse soprattutto sulla delicatezza delle riforme da fare che rappresentano una delle condizioni maggiormente vincolanti, per la fruizione delle risorse.

Inutile ribadire che sono risorse che pagheranno in buona sostanza, per un buon 80% proprio i giovani. Eppure il PNRR destina alle politiche attive del lavoro giovanile 2,8 miliardi su un totale di 209 miliardi.

Modifiche proposte da Renzi? Nessuna e come avrebbe potuto uno che nella sua breve gestione da capo del governo ha generato per ogni secondo della sua esistenza 2134 euro di debito e 305 euro di ricchezza!

Ritengo un doppio errore, da colore blu destinare 134 euro alle politiche del lavoro giovanile, ogni 10.000 del Recovery Plan se solo si considera che ogni Stato dovrebbe rispettare anche gli obiettivi identificati dalle raccomandazioni, che la Commissione UE invia tutti gli anni ai singoli Stati e tra le varie cose sottolineate è richiamata l’esigenza di prestare una maggiore attenzione, alle politiche attive del lavoro giovanile.

Nel “Documento di lavoro dei servizi della commissione” . Relazione per paese relativa all’Italia 2020 che accompagna il documento Semestre europeo 2020: Comunicazione della commissione al parlamento europeo, al consiglio europeo, al consiglio, alla banca centrale europea e all’eurogruppo valutazione dei progressi in materia di riforme strutturali, prevenzione e correzione degli squilibri macroeconomici e risultati degli esami approfonditi a norma del regolamento (UE) n. 1176/2011 “ , leggiamo:

“ La disoccupazione giovanile continua a essere estremamente elevata e, inoltre, l’alta percentuale di lavoratori in part-time involontario e di lavoratori scoraggiati indica che le condizioni del mercato del lavoro restano deboli. Il rafforzamento delle politiche attive del mercato del lavoro è fondamentale per il successo delle riforme in questo ambito e del sistema di reddito minimo. Nel Rapporto sul mercato del lavoro e la contrattazione 2020”, inviato da parte del CNEL al ministro del Welfare, leggiamo che i NEET (che non hanno, né cercano un lavoro né una formazione professionale) tutti concentrati nella fascia 25/35 anni sono due milioni e siamo al primo posto,  in Europa con il 23,8% seguito dalla Grecia 20,7 %, Spagna 16, Germania 9% !

Possibile che, in questo paese e in un momento drammatico come questo a governare, di fatto, siano gli scontri tra le lobby del fossile, dell’alta velocità, di Industria 4.0 senza alcuno straccio di possibilità di misurazione degli obiettivi?

Né il PNRR , né quello “ emendato “ da Renzi contengono una  seria, minima valutazione . Qual è l’obiettivo misurabile da raggiungere con i progetti che compongono il Piano?

Nulla non una riga, perché le logiche da seguire sono quelle legate all’affinità politica e non, a visioni strategiche. Una vergognosa e falsa quantificazione dei costi della Brescia/Padova e Napoli Bari alta velocità più la velocizzazione della Battipaglia /Reggio Calabria ( Scheda M3C1 ) . Scrivono 6,93 mld una parte, dei quali circa 3 mld sono sostituzioni di risorse stanziate , mentre basta leggere  i documenti ufficiali,  per verificare che costano quelle opere quasi 17 miliardi. La Francia ha già presentato il Recovery Plan e sulle politiche attive del lavoro dei giovani e sulla loro formazione ha messo 15 miliardi , la Spagna il 17,6% del totale di piano, il Portogallo l’8,6%. Perché le politiche giovanili, i Neet, la disoccupazione giovanile non viene assunta come obiettivo strategico destinando risorse congrue ? Nessuna proposta di  modello di Governance nel PNRR “ nuovo” ,  pur essendo per la Commissione UE fondamentale e di garanzia, per la gestione del Recovery Fund .

Infine lunedì in Commissione bilancio è stato varato il Regolamento di gestione del Recovery Fund e tra le norme c’è il vincolo del rispetto del Patto di Stabilità e del Fiscal Compact . Ora sono sospesi ma cosa succederà a pandemia finita? Sarebbe opportuno una iniziativa politica  di modifica tra l’altro richiesta anche dall’ European Fiscal Board del Patto di Stabilità e degli accordi intergovernativi collegati. Queste sarebbero scelte strategiche fondamentali, ma sulle quali registriamo un oscuro e irresponsabile silenzio.

About Erasmo Venosi

Erasmo Venosi
Erasmo Venosi già professore associato università La Sapienza, è stato componente Commissione Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del ministero ambiente per concessione autorizzazione integrata Ambientale grandi impianti industriali Italiani

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