Lombardia e quel penoso scontro Stato Regione sui dati del contagio

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La vicenda della polemica sui dati della diffusione del contagio in Lombardia, con conseguente attribuzione del colore rosso alla regione è solo l’ultima delle contrapposizioni tra Stato centrale e Regioni.

Un frutto avvelenato della disgraziatissima modifica del Titolo V della Costituzione venti anni orsono. Una riforma approvata con una maggioranza risicata 4 voti in più alla Camera e 9 al Senato. Peggio in termini di partecipazione al referendum confermativo, che registrò una partecipazione del 34,1 %. 

Il problema vero sembra essere più che l’autonomia, la sua attuazione. Mini Buonaparte esaltati dall’improprio uso del termine “governatori” e da una sinistra, che credeva di rifondare le regioni.

Un conflitto Stato/Regioni che in 20 anni ha determinato 2074 ricorsi alla Corte Costituzionale. Primato a Toscana con 93 ricorsi, Veneto 73, Provincia di Trento 70. L’ultimo scontro sui dati forniti dalla Lombardia all’Istituto Superiore di Sanità.

La colorazione di una regione, in una delle 4 zone (rossa, arancione, gialla e bianca) dipende da 21 parametri valutati ogni settimana dalla cosiddetta cabina di regia. I criteri servono a definire i cosiddetti scenari. Uno scenario è una traiettoria nello spazio degli eventi possibili. Pertanto non è una previsione, ma una rappresentazione di un possibile futuro che dipende dalle ipotesi iniziali. Gli scenari previsti dall’Istituto Superiore di Sanità sono quattro e dipendono tutti dal cosiddetto, “coefficiente di trasmissione “o “numero di riproduzioni della malattia infettiva”. Il documento di riferimento di Istituto Superiore di Sanità ha il titolo: “Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale”.

Semplificando la zona bianca con Rt inferiore a 1 e 50 casi ogni 100 mila abitanti. Un Rt uguale a 1 si va, in zona arancione, 1,25 in zona rossa e in zona gialla dopo due settimane in zona arancione e Rt inferiore a 1. Inoltre si guarda anche il tasso d’incidenza. La polemica del Presidente della Lombardia prima riguardava i dati trasmessi a Roma interpretati male dall’Istituto Superiore di Sanità e poi la versione cambia e l’imputato diventa l’algoritmo, che a suo dire non è noto. L’algoritmo è noto, basta cercarlo sul sito di ISS. Algoritmo ‘costruito’ sul paramento RT, che rappresenta la trasmissibilità dell’infezione. Rt vuol dire valutazione della trasmissione del rischio di prendere il virus, al tempo “t”, che può essere ogni settimana, ogni mese. Prima di Rt è esistito un Ro, che equivale la capacità di infettarsi al tempo zero cioè quando è partita la epidemia. Un Rt pari a 2 vuol dire che due persone ne possono infettate 4 quattro e queste otto e così via. Di “Ro” si dice che è:una funzione della probabilità di trasmissione per singolo contatto tra una persona infetta e una suscettibile del numero dei contatti della persona infetta e della durata dell’infettività “. Sul valore e significato di Rt notevole è la boiata dell’ex assessore Gallera della Regione Lombardia. Ebbe il coraggio di affermare, che Rt pari a 0,5 significava due persone per contagiarne una. Il valore di Rt a 0,5 vuol dire che ci vogliono 100 positivi per contagiarne 50. Rt non dice una cosa importantissima ed è che il suo valore si calcola solo su i sintomatici e quindi non tiene conto degli asintomatici, che sono moltissimi.

Riprendo solo il dato calcolato dall’Istituto di Fisica Nucleare con un Rt pari a 3. Quindi 3 ne infettano 9 che ne infettano 27 che ne infettano 81 e via dicendo.  Il valore di Rt si stima usando con un metodo statistico consolidato in epidemiologia e che stima la distribuzione tramite un algoritmo (conosciuto come Markov Chain Monte Carlo applicato a una funzione di verosimiglianza).

Il sindaco di Milano ha invitato Fontana a mostrare i dati dopo la plateale contestazione verso ISS responsabile a sue dire degli errori di calcolo. Dopo due giorni di polemiche Fontana ha detto che non è colpa di nessuno (???). Il direttore generale, il ciellino Marco Trivelli ha affermato che l’algoritmo è “poco trasparente “. Non so cosa voglia dire “ poco trasparente” a un metodo Monte Carlo basato su un algoritmo per il campionamento da distribuzioni di probabilità. Inammissibile e ridicola l’affermazione rispetto a un algoritmo che ha una funzione matematica fatta di parametri con valori derivati da dati forniti dalla stessa regione.  Inutile adirarsi!

About Erasmo Venosi

Erasmo Venosi
Erasmo Venosi già professore associato università La Sapienza, è stato componente Commissione Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del ministero ambiente per concessione autorizzazione integrata Ambientale grandi impianti industriali Italiani

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