L’inizio di un nuovo anno

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Il nuovo anno, specie dopo uno pesante come il 2020, deve essere per forza cominciare riaccendendo un po’ di speranza per eventi positivi che possano migliorare la situazione attuale.


Il 2020 è stato un anno difficile per tutti, non serve nemmeno scriverlo. Io penso di potermi ritenere fortunata, avendo ricevuto anche delle cose positive da questi 12 mesi passati: un nuovo lavoro molto interessante, l’incontro con persone con le quali è scattata immediatamente la scintilla di una forte armonia, la possibilità di scoprire giorno per giorno un bellissimo quartiere di Roma, la salute che comunque continua a essere abbastanza buona (e questa soprattutto è una grandissima gioia nella mia vita), specie in un momento come questo, dove ogni cosa che riguarda la salute e che non sia Covid è diventata più difficile.

Poi ci sono altre cose a livello personale che mi fanno stare bene: le amicizie nate nel gruppo Facebook Vivere dopo il cancro allo stomaco si può 2.0, che continuano a darmi sempre tanto a livello morale e umano, la passione per la scrittura che mai come ora è mano salvifica per non sprofondare nella malinconia delle tante rinunce che abbiamo fatto, anche della mancanza del conforto dei visi delle persone, nascosti tutto il tempo dietro le mascherine, una miriade di Eyes without a face, per citare Billy Idol.
Sono felice anche perché ho ricevuto tanti apprezzamenti da chi ha letto Raccontami di Lea, cosa che mi ha molto emozionata, e ho iniziato a scrivere il seguito. È la prima volta che mi succede di scrivere un seguito, ma devo dire che da una parte è molto bello perché i personaggi li porto nel cuore da tanto, ormai li conosco profondamente. È una sfida che mi appassiona molto e, allo stesso tempo, mi rilassa e mi impegna in un obiettivo preciso, questa volta molto più raggiungibile in un tempo che non richieda anni come è sempre stato finora.

Infine, una piccola nota personale, come è noto, da ieri la Gran Bretagna è un po’ più distante, certo questo non vuol dire che non ci potrò più tornare un domani, ma quella che è stata la mia meta preferita, specie negli anni Novanta, è ora un pensiero più remoto rispetto a prima e certo un po’ mi dispiace, è la fine di un’epoca, la fine di un sogno in un certo senso…

Dal suo blog di https://camdenrosie.wordpress.com/2021/01/02/linizio-di-un-nuovo-anno/

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