Legambiente Taranto apprezza il PUG per Cimino, ribadendo il no all’espansione urbana

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Cimino- Auchan, bene il rinvio al PUG. Ora si discuta serenamente. Noi diciamo no al consumo di suolo

Salutiamo con favore la decisione del Sindaco di Taranto di rimettere al nuovo Piano Urbanistico Generale qualunque decisione rispetto al destino della zona Cimino-Auchan. Questa decisione consentirà a tutti – cittadini, associazioni, ordini professionali, sindacati, imprenditori – di confrontarsi intorno alle scelte complessive da compiere all’interno del nuovo Piano Urbanistico Generale con la necessaria calma, senza spade di Damocle, nell’ambito di una visione d’insieme sul futuro di tutta la città e non di una sua sola area

Comincia così il commento di Lunetta Franco, Presidente di Legambiente Taranto, alla notizia che il Sindaco Rinaldo Melucci ha ritenuto opportuno richiedere, alla Presidenza del Consiglio comunale ed alla Commissione consiliare interessata, il ritiro della proposta di deliberazione comunale, che ha quindi l’effetto di rinviare per tale riordino agli esiti del redigendo Piano Urbanistico Generale.

“Legambiente darà alla discussione il suo contributo: fin da ora invitiamo tutti a rivolgere gli occhi alle sfide del futuro senza restare attardati a visioni novecentesche dello sviluppo, imperniate su un uso predatorio del territorio, su un consumo di suolo dannoso e controproducente, non solo per l’ambiente, ma anche per le prospettive di sviluppo e lavoro delle comunità” continua la presidente di Legambiente Taranto – Ricordiamo a tutti l’importanza del suolo per la sopravvivenza del pianeta, a cominciare dalla lotta ai cambiamenti climatici. Il suolo, infatti, contiene il più importante stock di carbonio terrestre: una gestione corretta e sostenibile significa molto in termini di contrasto agli effetti devastanti del climate change. Purtroppo, ancora oggi non riceve l’attenzione che merita, è abusato, coperto e impermeabilizzato dall’edificazione senza limiti, inquinato dalle attività industriali”

ISPRA, nel suo ultimo rapporto indica che “l’aumento del consumo di suolo non va di pari passo con la crescita demografica e in Italia cresce più il cemento che la popolazione: nel 2019 nascono 420 mila bambini e il suolo ormai sigillato avanza di altri 57 km2 (57 milioni di metri quadrati) al ritmo, confermato, di 2 metri quadrati al secondo. È come se ogni nuovo nato italiano portasse nella culla ben 135 mq di cemento“.

Anche a Taranto non assistiamo ad una crescita demografica, ma al suo contrario, ed a questo dato occorre far riferimento per non ipotecare il futuro delle nuove generazioni” conclude Lunetta FrancoPubblicato inLa Città

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