Italia, troppa scienza in Tv e scarsa nei laboratori, il caso della variante inglese

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Un termine oscuro dovrebbe essere oggetto di politica sanitaria, in questo grave momento di pandemia: debunkizzazione.

Vuol dire smascheramento delle affermazioni false, inesatte o esagerate. Vale oggi più che mai, per le questioni scientifiche.

Uno scienziato che non rispetta il metodo scientifico e le regole condivise, per raggiungere conoscenza condivisa, non è uno scienziato ma un visionario, un aruspice.

L’idea di alcuni che a conoscenza scientifica e la singola disciplina, nel nostro caso la medicina, detengano verità assolute è mera propaganda

La ricerca scientifica è per definizione provvisoria, in divenire, dubbio di quanto acquisito, domande, approfondimenti, correzione. 

Sarebbe ora di garantire un’alfabetizzazione scientifica permanente e aggiornata a chi ha incarichi pubblici e giornalistici e poi ai cittadini.

Attenti a chi nei salotti televisivi o sui giornali proclamandosi come scienziato enuncia certezze con enfasi propagandistica.

Non casualmente la UE ha avvertito l’esigenza attraverso il progetto QUEST, che mira  a sviluppare strategie per una comunicazione della scienza efficace

La scienza è un processo in divenire, che richiede di mettere continuamente in dubbio ciò che si è acquisito, farsi domande, andare ad approfondire. Ancor più ora di fronte a un coronavirus nuovo non totalmente riconosciuto. Dentro il perimetro delle regole razionali è fondamentale il confronto, che deve avvenire non nell’agone mediatico ma sulle pagine delle riviste scientifiche. Una delle costanti di questa pandemia è la scomparsa, in molti scienziati dell’avverbio forse. Usare esplicitamente il “forse” attenua la certezza dei termini o della frase che l’accompagna.

Non siamo sicuri di qualcosa che stiamo trattando, per il passato, per il presente o ovviamente per il futuro, lo dichiariamo preventivamente utilizzando tale avverbio. L’approccio scientifico a questioni che riguardano la vita necessita molto dell’avverbio forse. Invece nel contesto massmediatico che discute della variante inglese riscontro da parte degli stessi soggetti che il 25 giugno ci hanno fatto capire che tra bassa carica virale e morte clinica quasi tutto era finito.

Il grande fisico Carlo Revelli a proposito della scienza dice, che procede per domande e dubbi, non con le certezze.

Qualunque scienziato serio direbbe questo! 

About Erasmo Venosi

Erasmo Venosi
Erasmo Venosi già professore associato università La Sapienza, è stato componente Commissione Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del ministero ambiente per concessione autorizzazione integrata Ambientale grandi impianti industriali Italiani

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