“Io sono un’emigrante”, una calabrese che ce l’ha fatta racconta

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Realizzato il sogno americano, resta la nostalgia per le radici

Racconti di oggi, ricordi di ieri. Il sogno americano e un giornale-comunità, che tiene saldamente legati gli emigranti italiani ai grandi valori delle radici. “Complimenti. Compro America Oggi perché mi piace leggere i fatti, gli avvenimenti della mia terra e di tutti gli italo-americani sparsi per il mondo”. Su Facebook l’amica Maria Ursino Barcia, emigrata nel 1972 dalla Calabria, così commenta un mio articolo su OGGI7, il magazine settimanale di America Oggi, unico quotidiano degli Stati Uniti in lingua italiana che si stampa a New York. Maria pubblica anche la foto della pagina del giornale dove ho scritto su Sara Scopece, giovane artista di talento di origini meridionali (papà foggiano, mamma calabrese). Dall’impegno sociale all’amore per la natura, Sara con i colori delle piante dipinge i muri delle città. Dipinge e si fa dipingere “il corpo come una tela”, titola OGGI7. “Bello l’articolo che hai scritto”, aggiunge Maria. Un bell’esempio di attaccamento alle radici. Maria ricorda che anche papà Luigi ha letto dal 1973 il quotidiano in lingua italiana, prima il “Progresso” e poi America Oggi “fino all’ultimo giorno che ci ha lasciati, nel 1994. Era uno assiduo lettore”.

Mi scrive, a proposito dell’articolo su Sara Scopece: “Il piacere di leggere cose positive dei nostri connazionali”. Ma so che anche Maria è una positività della migliore Calabria, che onora la terra natia Oltreoceano. Con umiltà. E le chiedo di raccontarci la sua storia di emigrante che ce l’ha fatta, di ragazza partita da Gioiosa Jonica con una valigia piena di sogni e di speranze e di belle intenzioni. “La mia vita da emigrante comincia il 14 di luglio del 1972, quando lasciammo il nostro bel paesello con la mia famiglia per il grande Sogno Americano”. Dal sogno alla realtà. “Si parte con entusiasmo, per una vita migliore, ma per noi emigranti non è facile inserirsi. Una nuova cultura, ma un problema grande è stata la non conoscenza della lingua. C’è voluto del tempo. E mi mancava il mio paese, tutto quello che da teenager mi sembrava banale, mi mancava da morire!”

About Domenico Logozzo

Domenico Logozzo
Domenico Logozzo, giornalista, già redattore TGR RAI

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