Il vulnus di Italia Viva al Governo, una fuffa d’altri tempi

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La situazione è critica, Bertinotti è uscito fuori in una trasmissione a dire: “la politica è morta”, ho sentito per qualche minuto la conferenza stampa di Renzi, non ho capito il vero motivo della crisi, si parla di lentezza, di accentramento, di scarsa democrazia…

Non credo che ai soloni di turno, commentatori da strapazzo che continuano a esaltare le varie fazioni, sfugga, o forse si, che la pandemia ha di fatto sgretolato le regole della convivenza e della democrazia, a partire dal confinamento a casa. Forse, ed è bene ribadire, vista questa assurda crisi politica, che tutti quanti da un anno siamo stati legati col cuore in gola alle decisioni degli scienziati, anzi su questo giornale abbiamo sempre puntato alla scienza vera e non a quella di salotti, ignorando di fatto la politica.

Perchè per quanto cercassimo di capire un virus sconosciutissimo, se non hai 10 anni di studi di medicina e di specialistica sei un ignorante strutturale, punto e basta. E di ignoranti negazionisti ne abbiamo visti a iosa, dappertutto. Attribuire ad una personalità politica responsabilità sulla gestione è davvero pretestuoso e fuorviante, se non accompagnato invece da richiesta di maggiore rigore, fermezza anche lentezza se occorre.

Vedete in Inghilterra cosa è successo, dopo l’incertezza di Boris, ora tutto è fuori controllo si punta e si spera solo nel vaccino per correre ai ripari. In Usa i guasti di Trump porteranno alla stessa soluzione. L’Italia è uscita dal primo semestre come esempio in Europa, neanche la Germania ha fatto di meglio, ma la seconda ondata è stata più aggressiva, tuttavia la campagna di vaccinazione ci vede primi in Europa, sono stati fatti i ristori. Non basta, ci vuole di più? Sicuramente, nessuna politica è esaustiva. Pensiamo alla scuola e agli studenti, magari dovevano essere i primi a vaccinarsi perché il diritto allo studio è una priorità universale, forse una maggiore apertura a ristoratori e bar rispettosi delle regole, maggiore flessibilità… Ma, diciamolo subito tutto questo è senno di poi, facile appuntino demagogico di chi non ha potuto fare nulla e fa selfie a go go sui social.

Una pandemia mondiale. dalla quale non si sa come ne uscirà il mondo mentre in Italia c’è qualcuno che vuole ‘ritagliarsi visibilità politica in un anno che, come abbiamo ribadito in premessa, la politica è stata sbarellata alla ricerca di identità e ruolo e deve fare i conti con una crisi economica e sanitaria che non ha precedenti, tutto il resto è fuffa, stucchevole, davvero fuori tempo. E basta!

About Roberto De Giorgi

Roberto De Giorgi
Giornalista freelance, scrittore, editore, poeta, è stato per 15 anni vicedirettore di Agoramagazine

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