Il vaccino della speranza? Un buon viatico ma…prudenza

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Una sigla incomprensibile 3LNP-mRNA1. E’ il nome del vaccino, che ha acceso le speranze. Un vaccino detto ad acido nucleico, che nel caso del coronavirus è a RNA (il materiale genetico di cui è fatto il coronavirus).

Si applica la metodologia più innovativa, ma al contempo meno matura: nessun vaccino basato su questa biotecnologia è stato fino a oggi approvato. Invece di inserire nell’organismo tutto il virus, è inserito solo qualche gene virale, quelli più rappresentativi, nel caso di Sars-CoV-2 quello che codifica la proteina Spike, sufficiente a scatenare la risposta immunitariaIl gene è isolato in laboratorio e prodotto, in quantità sufficienti per l’inoculazione.

Siamo tutti felici delle notizie diffuse dall’americana Pfizer e dal suo partner europeo BioNTech, ma rileviamo che lo studio di fase 3 è tuttora in corso e la società dovrebbe depositare i risultati entro questo mese. L’ha rilevato questa sera nell’incredibile trasmissione di Porta a Porta anche il genetista italiano collegato da Atlanta.

Incredibile che da Vespa non ci va Rino Rappuoli, ritenuto il padre della vaccinazione moderna o il Prof Garattini farmacologo di fama internazionale o il Prof Ippolito dello Spallanzani o Paolo Vinies o Antonella Viola.

Sono rimasto allibito dal tono del geriatra Prof Bernabei quando differenziava i morti per età. Senza ulteriori informazioni è troppo presto per iniziare a prevedere l’impatto che il vaccino potrebbe avere, ha detto Michael Osterholm, direttore del Center for Infectious Diseases Research and Policy dell’Università del Minnesota. Ha aggiunto “Non voglio smorzare l’entusiasmo per questo vaccino. Voglio solo che siamo realistici (…) Affinché un vaccino abbia davvero il massimo impatto, dovrà anche ridurre la malattia grave e la morte. E non lo sappiamo ancora.”.

Il  vaccino è stato studiato solo per pochi  mesi ed è impossibile dire per quanto tempo proteggerà contro l’infezione con il virus. I risultati non sono stati peer-reviewed (valutazione scientifica tra pari), da scienziati esterni o pubblicati in una rivista medica, e anche da Pfizer e BioNTech non sono stati dati altri dettagli sul vaccino, eseguito da monitor indipendenti che supervisionano lo studio.

Questo non significa, che i risultati del vaccino non siano corretti, ma che debbano ancora superare il processo più rigoroso del metodo scientifico. Evidente che è sempre difficile valutare la scienza tramite comunicato stampa e che i ricercatori dovranno vedere i risultati completi.

Lo studio di Pfizer ha riguardato 44 mila volontari. Un’analisi dei risultati ha mostrato, secondo Pfizer, che gli individui che hanno ricevuto due iniezioni del vaccino, a tre settimane di distanza, hanno sperimentato più del 90% in meno di casi di Covid-19 sintomatico, rispetto a quelli che hanno ricevuto un placebo.

Il vaccino della speranza? Un buon viatico ma...prudenza

EMERGENZA

Negli Stati Uniti il vaccino potrebbe essere autorizzato all’uso d’emergenza (Eua) da parte della Federal Drug Administration (FDA) entro fine dicembre. Dipende tutto dai risultati dello studio della Fase 3, che dovrebbero essere depositati entro fine mese. Se non ci saranno seri effetti collaterali, il vaccino potrà ottenere l’approvazione entro la fine dell’anno. Se tutto va bene, Pfizer entro la fine del 2020 renderà  disponibili 50 milioni di dosi in tutto il mondo, con altri 1,3 miliardi di dosi disponibili entro la fine del 2021. Resterebbero ancora scoperti quasi 6 miliardi di persone prima del 2022, salvo l’approvazione di altri vaccini.

ATTESE E SPERANZE

A noi sembra saggio tenere sotto controllo le attese e le speranze e non andare in giro senza mascherina e ignorando le misure delle autorità fino a quando Pfizer non potrà completare il suo studio di Fase 3 e i risultati potranno essere sottoposti a peer-review. Un’ultima nota, che svilupperemo con un articolo in settimana. Le conoscenze scientifiche sulla durata dell’immunità dei soggetti infettati dal virus non alimentano l’ottimismo: gli anticorpi tendono a decadere rapidamente, soprattutto tra le persone in cui l’infezione è rimasta in forma asintomatica o paucisintomatica.

About Erasmo Venosi

Erasmo Venosi
Erasmo Venosi già professore associato università La Sapienza, è stato componente Commissione Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del ministero ambiente per concessione autorizzazione integrata Ambientale grandi impianti industriali Italiani

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