“I grandi Dialoghi nel web”: i poeti si confrontano con il tema della povertà

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L’idea di raccogliere su pergamene, come in uno scrigno prezioso, i versi di poeti famosi ed emergenti, dedicati alla “povertà” è scaturita dalla ventennale frequentazione della poetessa Anna Manna con le Pergamene, come veicolo di cultura e diffusione di poesia. E’ infatti lei l’ideatrice e organizzatrice del Premio “Le rosse Pergamene del Nuovo Umanesimo” che, strutturato in varie sezioni e tenuto in sedi prestigiose, ha conferito la Rosa rossa della Pergamena dell’amore – ideata da Alessandro Clementi e consegnata per la prima volta a Carla Fendi nella sala Biblioteca della Camera dei Deputati – a nomi insigni della cultura italiana, mettendo in luce anche nuove energie poetiche in persone poco conosciute.

Nel Natale del 2020 la Pergamena dell’amore è dedicata alla poesia che rende gli Ultimi protagonisti dei versi, i poveri degli averi del mondo ma ricchi nella speranza di un mondo nuovo, dove l’amore tra simili possa portare attenzione e solidarietà per tutti.

I Poeti che hanno partecipato alla Maratona poetica #igrandidialoghinelweb# intendono testimoniare attraverso la poesia la loro adesione e la loro presenza ideale attorno al grande e sofferto tema della povertà nel mondo. Svelano e propongono i loro versi come indagine e approfondimento psicologico ed etico su una tematica che investe non soltanto l’aspetto economico e sociale. Un tema che tocca il significato ed il senso della convivenza tra tutti i popoli secondo principi di civiltà, progresso, umanità!

Questi i Poeti che hanno partecipato con i loro versi alla Maratona: Liliana Biondi, Corrado Calabrò, Jole Chessa Olivares, Beppe Contini, Clara Di Stefano, Daniela Fabrizi, Marilena Ferrone, Rosa Giordano, Maria Rita Magnante, Anna Manna, Maria Morganti Privitera, Mario Narducci, Giuseppe Nasca, Lidia Popa, Eugenia Serafini, Vittoria Tomassoni.

Abbiamo rivolto alcune domande di approfondimento alla sociologa Elisa Manna, sorella e vivace interlocutrice culturale di Anna Mamma, ideatrice dei “Grandi Dialoghi nel web”, già vicepresidente del Comitato Media e Minori.

Secondo il suo parere, cosa vuol dire oggi essere poveri?

“Una cosa molto diversa rispetto al passato. I poveri, una volta, erano percepiti come una categoria a sé stante. Spesso il povero aveva una storia personale particolarmente complessa e problematica. Oggi quest’immagine si può sovrapporre a quelli che adesso chiamiamo “senza dimora”, poveri di risorse oltre che di denaro, legati alla vita sulla strada, nascosti negli androni dei palazzi, nei sottopassi, sui lungofiumi. Ma i poveri oggi sono molti di più. I nuovi poveri sono persone come noi, meno tutelate, che si ritrovano, in seguito alla perdita di un lavoro precario o part time, senza i soldi per pagare il mutuo o le bollette. Una tragedia che il Covid ha enormemente acuito.”

Esistono tanti bambini poveri?

“Sono un’enormità. Nel mondo i bambini poveri sono stimati in 320 milioni e il Covid, con il blocco dell’attività scolastica, ha rappresentato per molti di loro una tragedia, se si pensa che il pasto scolastico per molti di loro era l’unica occasione per mangiare.”

La povertà italiana si discosta in qualche modo dalla povertà nelle altre nazioni europee?

“Sì, perché – ad esempio – i giovani sono molto meno sostenuti rispetto ad altri Paesi, dove godono di sostegni che consentono loro di metter su famiglia, anche in assenza di un lavoro. Le politiche sociali, il welfare fanno la differenza. E anche le politiche per il lavoro e la famiglia.”

Ritiene che oggi la povertà sia vissuta ancora come una situazione di cui vergognarsi, oppure la crisi economica mondiale ha cambiato il concetto di povero? 

“Ci si vergogna molto di meno. Ci sono famiglie, ad esempio, che hanno redditi risicati che permettono loro solo di pagare il mutuo. Per mangiare si va alle mense della Caritas. Questo non vuol dire che non esistano resistenze e vergogna, e bisogna tenerne conto, perché la dignità della persona è un valore che non può essere ignorato.”

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