Fratelli Tutti, sulla tomba di San Francesco, il Papa firma l’enciclica

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Non sarà un avventura… il refrain di una canzone di anni fa potrebbe riportarci a quell’inizio del 1200 quando un fraticello scalzo e povero attraeva l’alto potere di Dio spargendolo fra i poveri, i lebbrosi, gli ultimi. Papa Francesco ha scelto la vigilia della festa di San Francesco, il 4 ottobre, per celebrare una messa sulla tomba del Patrono d’Italia, nel giorno della sua morte avvenuta il 3 ottobre 1226. Per oltre sette secoli la devozione verso il santo di Assisi è diventata universale. Già in pieno Rinascimento il numero dei frati sforava le trenta mila unità, che è pressoché uguale al numero di oggi, ma con ben altre proporzioni.

Il calo delle vocazioni e la diversa visione del mondo, questo potrebbe essere la causa della perdita di interesse verso il messaggio di Francesco. Ed ecco il Papa, che porta il suo nome, vuole fare di più, scrivere una enciclica sulla tomba del poverello di Assisi.

A sottolineare la relazione vescovo-popolo come cammino di fratellanza sono stati gli straordinari e innumerevoli incontri con il popolo di Dio, segnati da momenti di profonda emozione.

Francesco fin dalla sua elezione si è messo al servizio,  si fa strumento ad ogni circostanza-evento, udienze, viaggi, ricorrenze, benedizioni dalla finestra come iniziò Papa Giovanni, come un padre condivide gioie e tristezze del popolo di Dio, non dimenticando i problemi del mondo contemporaneo, a livello del progresso scientifico e tecnico, delle conquiste terapeutiche, dell’era digitale, dei mass media, delle comunicazioni; ma anche e soprattutto tocca le ferite della povertà, della devastazione delle guerre e delle afflizioni di tanti fratelli e sorelle in diverse parti del mondo, a causa della corsa agli armamenti, delle ingiustizie sociali, della corruzione, delle disuguaglianze, del degrado morale, del terrorismo, della discriminazione, dell’estremismo e di tanti altri motivi

Fratelli Tutti è un documento che ha avuto molte tappe importanti e che ha come unico scopo la pace, la pace interiore che scaturisce dal senso di fraternità con gli altri: dal recente Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune, firmato ad Abu Dhabi, a quel primo appuntamento del pontefice nel luglio del 2013 che abbraccia e prega per i fratelli invisibili vittime delle peripezie migratorie annegati nel Mediterraneo, che lui stesso chiamerà, Mare del meticciato. Ma anche i gesti e le parole dello straordinario viaggio in Terra Santa in cui Francesco esorta ad “abbracciare” i conflitti, abbattere i muri, immaginare un mondo nuovo dove tutti i fratelli possano prendersi per mano. In un mondo egoistico del mio è mio, il quartiere è mio, la città è mia, il Paese è mio, Fratelli Tutti rappresenta una sberla per chi invoca Dio e Patria e anche i fratelli ma alza muri, oppure solleva rosari invocando la chiusura dei porti.

Oggi è festa, si celebra San Francesco il quale, nella sua agiografia, viene rappresentato come uno che, attraverso la attività compassionevole verso i poveri, sviluppò una vera è propria febbre d’amore per il prossimo. Ecco! Questa temperatura dovrebbe spazzare via i residui di indifferenza che il codid ha rarefatto, ma non eliminato, per connettersi ad un santo di sette secoli fa e un Papa che per la prima volta nella storia della Chiesa porta il suo nome e il suo messaggio.

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