Fr. Vincenzo, il frate cercatore seminatore di speranza sulla scia di Padre Pio

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Eppure quella “vicinanza” che fr. Vincenzo ammette fu realmente colta nella realtà quotidiana da parte di molti che avvertivano il lui una sorta di continuità con il Servo di Dio. Così è stato per le associazioni del Volto Santo di Ruvo di Puglia e di Andria – create da suor Amalia Di Rella, figlia spirituale di p. Domenico da Cese. A parte somiglianze fisiche, non mancavano comuni carismi. Con l’avanzare dell’età l’attività di “cercatore” era infatti venuta meno e fr. Vincenzo poteva dedicarsi maggiormente all’ascolto delle persone bisognose o disperate che si rivolgevano a lui, anche semplicemente per un consiglio o una parola di speranza.

Nel 1979 l’allora arcivescovo di Pescara mons. Antonio Iannucci gli concesse la facoltà di ministro straordinario dell’eucarestia e di benedire. Il sabato e la domenica riceveva nel Santuario tante persone che facevano la fila per parlare con lui. In molti casi le abbracciava, le stringeva a sé lungamente pregando, anche imponendo le mani sulla testa. Qualche volta l’ho visto abbracciare interi nuclei familiari. Molti avvertivano qualcosa di misterioso. Si aveva l’impressione di ricevere un’energia positiva, ma anche affettuose attenzioni, con liberazione da ansie e preoccupazioni. Tutto avveniva pubblicamente e senza che il frate chiedesse nulla se non l’impegno a mantenere una vita cristiana. Erano diverse le persone che riacquistavano pace e serenità, mentre altre ancora riacquistavano convintamente la fede.

Negli ultimi anni, trascorrendo gran parte del tempo nella sua camera, riceveva tante telefonate da tutta Italia o anche dall’estero per chiedere la sua benedizione. Rispondeva spesso con gli occhi chiusi, entrando in pochi istanti in sintonia con chi lo chiamava, dandomi l’impressione che ci fosse qualcuno che gli suggerisse come rispondere. Nel convento aveva un linea telefonica autonoma, non facile da trovare libera. Dall’inizio di novembre il crescente numero di telefonate di tante persone preoccupate per non ricevere risposte – essendo il frate assistito nell’infermeria del Convento – ha indotto i frati a disattivare la linea telefonica.

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