Falsi profili Facebook e reato di sostituzione

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Creare un falso profilo Facebook usando l’immagine di un’altra persona configura il reato di sostituzione di persona che non lo sa. Cassazione Penale: rilevante l’utilizzo abusivo dell’immagine associando caratteristiche negative a un’immagine, anche caricaturale, e al nickname. Aggravata dal pezzo di pubblicità la diffamazione sui social network

Occhio a creare un falso profilo Facebook usando la foto di un’altra persona e a sua insaputa! Si rischia una condanna per il reato di sostituzione di persona. A ricordarlo è la Cassazione con la sentenza 22049/20, pubblicata oggi che per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è opportuno divulgare per far comprendere ai tanti che pensano di “giocare” con i social e con le identità altrui che rischiano una condanna penale per la propria superficialità o per la scarsa considerazione delle conseguenze che possono avere condotte, comunque odiose, che si ritengano non produttive di effetti. In tal senso, peraltro, i giudici della dalla quinta sezione penale, sottolineano che non importa che l’immagine utilizzata sia una caricatura del soggetto: la condotta criminosa è integrata comunque perché basta «l’illegittima sostituzione della propria all’altrui persona», tramite la creazione e l’uso di un falso profilo.

Nella fattispecie, i giudici di Piazza Cavour hanno dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato, condannato dal Tribunale di Messina a più di due mesi di carcere per diffamazione e sostituzione di persona, perché creava un falso profilo Facebook usando la foto caricaturale di una donna, di cui offendeva la reputazione.

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