Ex Ilva: gli scenari opachi, nella cronaca degli incontri al tavolo

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È braccio di ferro tra Governo e città sul tema ex Ilva, allo scontro va lo stesso sindaco Melucci che rimbrotta l’esecutivo sul tema della chiarezza sui contenuti e sulla partecipazione della città. Melucci: «Ecco perché diciamo no al piano del Governo sull’ex Ilva, ed ecco perché chiediamo che al tavolo ci sia la comunità locale e nessuno deve disertarlo»

50 anni di storia che attraversano diverse generazioni che ora pare davvero chiedano una risposta concreta sul futuro, anche se talvolta ci pare di parlare al vento. Per il sindaco: “L’ex Ilva è un paradigma per tutta l’Italia. Non ci sarà futuro roseo per il sistema Paese senza una soluzione sostenibile e rispettosa dei diritti umani e costituzionali per Taranto. Il tempo dei rinvii e dei trucchi è scaduto.”

L’auspicio del primo cittadino per l’incontro di ieri, mercoledì 9 dicembre, si è liquefatto nella cronaca sindacale che vede le rappresentanze dei lavoratori sul pezzo nella cronaca odierna. Per la Fiom Cgil, come riporta la Gazzetta del Mezzogiorno, nell’intervento del segretario Venturi: “L’incontro di oggi è stato assolutamente interlocutorio. L’unica cosa positiva è che c’è stata la conferma, da parte dell’ad di Invitalia, che la trattativa per l’ingresso dello Stato è molto avanzata e troverà conclusione nei prossimi giorni Restano dei grandi nodi irrisolti che riguardano il piano industriale e strategico, legato ai nuovi assetti produttivi e degli impianti su Taranto, Genova e Novi Ligure. Questo è il punto debole del tavolo di oggi. Il governo è sembrato impreparato. Ma soprattutto c’è la necessità che nei prossimi giorni ci sia una accelerazione, che veda al tavolo anche ArcelorMittal, con una composizione che abbia come riferimento gli obiettivi, e i vincoli, dell’accordo di settembre 2018».

Più distante la Uilm che, con il coordinatore nazionale Uilm per la siderurgia, Guglielmo Gambardella, al termine dell’incontro dice «L’incontro interlocutorio di oggi al Mise rappresenta l’ennesima occasione persa per discutere del futuro della più grande acciaieria europea».
Emerge in questa fase di discussione sul futuro della città bimare l’amarezza degli errori del passato, anche recente, quale l’affidamento dell’acciaieria al colosso franco indiano Mittal.

Secondo Sasha Colautti dell’Usb nazionale e Francesco Rizzo, coordinatore provinciale Usb Taranto «È grave che si arrivi oggi con un tavolo privo di risposte e con un Governo che afferma di subire la presenza di una multinazionale che fa quello che vuole e che con arroganza non risponde a nessuno». « Secondo l’Unione sindacale di base, «l’incontro di oggi ha reso evidente che le ragioni che abbiamo più volte espresso vengono tutte confermate: ArcelorMittal va cacciata».

Per il gruppo consigliare dei Fratelli d’Italia, al Comune di Taranto Giampaolo Vietri, Floriana de Gennaro Consiglieri Comunali e i Coordinatori Cittadini Franco Vitanza, Pietro Pastore, il sindaco Melucci farebbe “ Il doppio gioco”

In un comunicato stampa scrivono che: “ In merito alla vicenda exIlva il sindaco Melucci e il governatore Emiliano intervengono oramai fuori tempo massimo. Ci sembra infatti assolutamente intempestivo il tavolo promosso dagli stessi per richiedere al governo un accordo di programma per la chiusura dell’area a caldo. Una proposta che Melucci e Emiliano formalizzano alle parti interessate solo alla vigilia dell’Immacolata appena trascorsa quando l’ad Lucia Morselli e i commissari di Ilva in amministrazione straordinaria hanno sottoscritto la modifica del contratto di affitto del siderurgico di Taranto già nel mese di marzo. Accordo che avrebbe previsto già entro lo scorso trenta novembre l’approvazione del piano industriale. Il sindaco e il governatore della Puglia hanno avuto mesi per formulare le proprie proposte progettuali riguardanti lo stabilimento ma evidentemente a fronte di un accordo pessimo, contestato anche dai sindacati, si fanno promotori di proposte a tempo scaduto per prendere le distanze dagli impegni che il governo, di cui sono espressione politica sul territorio, ha già deciso di assumere. E’ dal 2012 che la vicenda exIlva è gestita da governi e Enti locali gestiti da loro e dai loro rappresentanti di partito. Per questo riteniamo che quest’ultima loro messa in scena sia assolutamente strumentale alla propria permanente propaganda politca. Il nuovo accordo, ulteriormente peggiorativo, che il loro governo andrà a sottoscrivere, porterà dunque a una proroga dei termini per l’attuazione del piano di risanamento ambientale, non garantirà i livelli occupazionali del 2012 e avvierà un processo di ridimensionamento dell’attuale indotto. Per questo Emiliano e Melucci dovrebbero anch’essi rispondere avendo tra l’altro in molte occasioni assunto posizioni altalenanti , blande e contraddittorie sulle vicende che riguardano lo stabilimento. Il sindaco in particolare sarebbe dovuto venire in consiglio comunale a ricevere specifico mandato sul da farsi invece che mantenersi libero da vincoli specifici e decidere autonomamente, e di volta in volta, il da farsi per trattare  personalmente ogni vicenda a riguardo. Grazie al governo, alla regione e al comune di Taranto alla fine ha vinto Mittal.

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