Ecosistema Urbano: Taranto scende all’86° posto

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Legambiente: serve un cambio di paradigma

Nell’edizione 2020 di Ecosistema Urbano, il Rapporto annuale di Legambiente sulle performance ambientali delle città italiane, Taranto registra un indice pari al 41,28% e si classifica all’86° posto su 104 città monitorate. Un dato peggiore di quello dell’anno scorso sia per l’indice complessivo, che era stato pari al 43,27%, che per la posizione in classifica che nel 2019 aveva visto la città dei due mari all’80° posto.

Il Dossier Ecosistema Urbano 2020 di Legambiente  redatto con la collaborazione di Ambiente Italia e di Il Sole 24 ore (***disponibile negli allegati***), vede Trento prima in classifica, con un indice pari al 79,98%, Mantova seconda con il 76,75%, ed altre sei città presentare indici superiori al 70%: Pordenone 76,71%, Bolzano 75,86%, Reggio Emilia 74,69%, Belluno 74,38%, Parma 74,01% e infine Cosenza 70,58%, ottava in classifica generale, migliore performance nel Mezzogiorno con un miglioramento di ben 5 punti percentuali rispetto al 2019 in cui aveva registrato il 65.52%. In Puglia: Lecce, al 57° posto con un indice del 53,80% (con un miglioramento di quasi 4 punti percentuali, nel 2019 era al 50,02%), Brindisi, all’81° posto con il 42,31% e Bari, all’84° posto con il 41,61%, fanno meglio di Taranto, mentre Foggia, all’88° posto con il 40,69%, è l’unica a registrare un risultato peggiore (***negli allegati Metodologia, indicatori, tabelle e Classifica 2020).

“Per la nostra città, prima ancora che il posto in classifica, dipendente -oltre che dalla propria- anche dalle performance registrate dalle altre città, colpisce il peggioramento dell’indice complessivo, sceso di ben due punti percentuali rispetto all’anno scorso – commenta Lunetta Franco, presidente di Legambiente Taranto – specie rapportandolo ai miglioramenti registrati ad esempio da Lecce, migliore città in Puglia, e Cosenza, migliore città del Mezzogiorno, pari rispettivamente al 3,8% ed al 5%. Preoccupa il peggioramento di due parametri (PM10 e NO2) sui tre relativi alla qualità dell’aria, pur in presenza di una produzione del siderurgico fortemente ridotta. Il verde disponibile in area urbana è meno di 14 metri quadrati per abitante, l’equivalente di una stanza e neanche grande. Lascia basiti il peggioramento, nel 2019, della raccolta differenziata che pure era già a livelli bassissimi: peggio di noi hanno fatto solo Catania e Crotone. Rimane fermo a un livello risibile, 0,1 metri quadrati per abitante, l’estensione delle isole pedonali: non basta nemmeno per il ballo del mattone

Apprezziamo alcuni segnali positivi, a partire dall’avvenuta estensione nel corso del 2020 della raccolta differenziata ai quartieri Paolo VI, Tamburi e Città Vecchia, ma riteniamo necessario che sia adottata entro fine anno in tutta la città e che si pongano in atto azioni che migliorino i risultati conseguiti, non soddisfacenti dopo l’ottimo avvio, nei quartieri in cui è già attiva – afferma la presidente di Legambiente Taranto – così come restano necessari e urgenti, solo per fare qualche esempio, l’estensione significativa delle Isole pedonali, che chiediamo da anni, a partire da Borgo, Città Vecchia e dalle aree a maggiore densità commerciale collocate in altri quartieri cittadini, l’incremento massiccio di alberi e del verde totale, lavorando nel solco della nostra proposta di mettere a dimora duecentomila alberi entro il 2025, l’installazione di impianti solari pubblici, ancora pochi in una città baciata dal sole, lo sviluppo della ciclabilità, a partire dalle piste, ma anche dalle rastrelliere nelle scuole e negli edifici pubblici, che darebbero un valido supporto allo sviluppo della mobilità dolce e che inutilmente continuiamo a sollecitare

“Osservando le prime della classe, ma anche, per ambiti specifici, città che non occupano posizioni di vertice, troviamo un’Italia dinamica, che mostra attenzione alle nuove scelte urbanistiche, alla progressiva restituzione di vie e piazze ai cittadini, alla crescita degli spazi naturali. E’ evidente che quanto fatto finora a Taranto non basta, e che i segnali di inversione di tendenza, pure visibili, sono insufficienti: lo dicono i dati – conclude Lunetta Franco – La programmazione, l’avvio di progetti innovativi e che abbiamo pienamente condiviso, come quelli relativi alla mobilità urbana od alla “green belt”, sono importantissimi, ma hanno i loro tempi, spesso lunghi, di realizzazione: da soli non bastano, come non basta la narrazione del cambiamento. Se non vogliamo, anche nei prossimi anni, continuare ad andare indietro,  invece che avanti, serve un cambio di paradigmaserve adottare come bussola l’attenzione quotidiana verso atti concreti che da subito siano capaci di incidere profondamente nella nostra realtà e conseguire miglioramenti significativi degli indicatori oggetto del Rapporto. I dati registrati da altre città ci dicono che è possibile” .

Ecco i singoli dati tarantini del 2020, confrontati con quelli del 2019:

– no2 concentrazione media in ug/mc: 14 nel 2020 e 10 nel 2019
– ozono n. giorni di superamento della media mobile sulle 8 ore di 120 ug/mc: 11 nel 2020 e 13,5 nel 2019
– PM 10 concentrazione media in ug/mc: 23 nel 2020 e 20 nel 2019
– consumi_idrici_domestici [l/ab giorno]: 126 nel 2020 e 128 nel 2019
– dispersione (erogata/immessa): 48,6 nel 2020 e 47,2% nel 2019
– efficienza depurazione (% ISTAT 2016): 87%,
– rifiuti pro capite (kg/ab): 553 nel 2020 e 544 nel 2019
– raccolta differenziata15% nel 2020 e 17% nel 2019
– passeggeri Trasporto Pubblico (pass/ab): 51 nel 2020 e 47 nel 2019
– percorrenza Trasporto Pubblico (km-vettura/ab): 36 nel 2020 e 33 nel 2019
– isole pedonali (mq/ab): 0,10 nel 2020 e 0,10 nel 2019
– infrastrutturazione per ciclabilità (metri equivalenti/100ab): 3,38 nel 2020 e 3,35 nel 2019
– alberi (alberi/100 abitanti): 9,27 nel 2020 e 8 nel 2019
– verde totale (mq/ab ISTAT 2017): 13,87 nel 2020 e 13,5 nel 2019
– uso suolo efficiente: 3,60 nel 2020 e 3,90 nel 2019
– auto (auto/100ab ACI 2017): 56,48 nel 2020 e 56 nel 2019
– incidenti (morti+feriti/1000 ab –ISTAT 2019): 4,43 nel 2020 e 3,8 nel 2019
– solare pubblico (kw/ab): 1,13 nel 2020 e 0,32 nel 2019

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