Covid19 – Tra due mesi reggerà il sistema sanitario?

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La  realtà evidente, ma che sfugge  a negazionisti  e sensali è che oggi siamo 7,6 miliardi di persone e frequenti sono gli  spostamenti su scala mondiale con gli  aerei.

Cento anni fa al tempo della pandemia denominata,  “  spagnola”  gli abitanti del pianeta erano meno di due miliardi   e  non c’erano i massicci spostamenti con aerei. Insomma oggi il virus può uccidere e contagiare molta più gente che in passato.

Il tasso di mortalità infatti è basso e pari al 2% dei contagiati. I potenziali contagiati sono quasi 4 volte quelli di un secolo fa!  Ai tempi del vaiolo, la rosolia non c’erano spostamenti con aerei con la frequenza che abbiamo in questi giorni.

Nella situazione italiana l’Istituto Superiore di Sanità ha verificato, che l’89% dei decessi è dovuto al coronavirus e il rimanente 11% ha sempre il coronavirus come concausa.  Agghiacciante, ma rientra nella logica dei terrapiattisti e  dei bastian contrari banalizzare anche 1209 contagi del 23 agosto, che oggi equivalgono a 120/180 ricoverati visto che il 10%/15% ha gravi complicazioni. Cosa succederà quando dalla media di età degli infettati attuali,  che è di 30/40 anni si passerà ai sessantenni?  

Tra due mesi, a condizioni climatiche cambiate e assembramenti in luoghi chiusi cosa potrà succedere? Reggerà il sistema sanitario?  

Gli esperti da salotto televisivo prescindono o addirittura banalizzano le gravissime conseguenze messe, in evidenza nei casi gravi in alcune  pubblicazioni: sulla rivista scientifica Brian (https://academic.oup.com/brain/advance-article/doi/10.1093/brain/awaa240/5868408),, su Jama Neurology (,(https://jamanetwork.com/journals/jamaneurology/fullarticle/2764549),su Lancet Psichiatry (https://www.thelancet.com/journals/lanpsy/article/PIIS2215-0366(20)30287-X/fulltext) , su Lancet Neurology (https://www.thelancet.com/journals/laneur/article/PIIS1474-4422(20)30221-0/fulltext)  e infine sull’European Journal of Neurology da parte di ricercatori italiani  (https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/ene.14407) .

Le ricerche evidenziano che il virus nei casi gravi può dare origine a  una patologia che interessa l’intero organismo. e soprattutto il sistema cardiocircolatorio e quello cerebrale.

I ricercatori scrivono nello studio pubblicato su Brian , che le complicazioni più frequenti del coronavirus interessano il sistema respiratorio ma sono sempre maggiori le evidenze di un coinvolgimento del sistema nervoso centrale e periferico.

Lo studio pubblicato su Lancet Psichiatry evidenzia  problemi neurologici e psichiatrici (tra questi ictus, encefaliti e psicosi) emersi dall’analisi dei dati clinici di 125 soggetti ospedalizzati affetti da coronavirus , sia giovani che anziani.

Anche ricercatori italiani hanno coordinato una indagine pubblicata su Eueopean Journal of Neurology condotta su persone affette dal coronavirus mettendo in evidenza che l’80% dei malati presentava problemi neurologici . In Lombardia sono stati aperti nella scorsa primavera unità  Neuro-Covid , dedicata a pazienti neurologici ammalati di Covid o pazienti Covid con problemi neurologici. I ricoveri sono stati 130 prevalentemente pazienti con ictus e altri con stato confusionale, epilessia ed encefaliti.

Gli aspetti documentati come effetti del coronavirus sono le complicazioni respiratorie,  in anziani che inducono una risposta infiammatoria , la più volte citata tempesta delle citochine che induce a problemi che riguardano il rischio di  tromboflebiti che interesserebbe cuore e le arterie anche cerebrali.

Quantitativamente le complicazioni neurologiche riguardano un 10% dei pazienti. La pandemia impatta talmente forte i sistemi sanitari, sociali ed economici da produrre forti effetti su Wall Street. La Food &  Drug Administration ha dato il via libera, per la terapia con plasma  iperimmune e spera di avere un vaccino prima delle elezioni presidenziali USA di novembre. Sia l’indice Dow Jones che S & P hanno chiuso in rialzo. La Commissione Europea ha ordinato 80 mila dosi del futuro vaccino della società Moderna.

About Erasmo Venosi

Erasmo Venosi
Erasmo Venosi già professore associato università La Sapienza, è stato componente Commissione Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del ministero ambiente per concessione autorizzazione integrata Ambientale grandi impianti industriali Italiani

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