Covid 19 – I numeri più eloquenti di mille discorsi per descrivere la criticità

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Siamo a 467 mila casi cioè, in Italia quasi 8 (7,8) positivi ogni 1000 persone.

La variazione giornaliera del contagio è in forte variazione negli ultimi 5 giorni e ieri quasi 20 mila nuovi contagli. Il numero delle persone contagiate è quattro volte il numero dei contagiati di fine settembre. I ricoverati sono 11.598 cioè il 6,2% delle persone risultare positive. I ricoverati in terapia intensiva sono 1049. Lontani dal picco di aprile quando si registrarono 33 mila ricoverati di cui 4 mila in terapia intensiva. Perché allora tanta preoccupazione?

La causa è la crescita esponenziale e il noto Rt che ha un valore di 1,5. Crescita che è diventata esponenziale con tempo di raddoppio ogni sette giorni come per esempio dimostra la comparazione tra i dati di ieri con quelli di una settimana fa: ieri 19.143 contagiati e una settimana fa 10.010. il tasso di positività, inteso come rapporto contagiati/tamponi è pari al 10,5% e sette giorni fa era 6,7%.  La media giornaliera di nuovi contagiati tra l’1 e il 23 ottobre è stata di 7392 e nell’ultima settimana si sono registrati mediamente 13.323 casi al giorno.  Il tasso di contagiosità Rt ha raggiunto il valore di 1,5 . Questi valori di crescita indicano che potremmo registrare, alla festività dei morti, più di 40.000 nuovi positivi! IL Governo ha fissato come valore soglia, per la criticità il 30% dei posti occupati in terapia intensiva che rappresentano il termometro della pandemia. Posti che sono 6458 e che sarebbero dovuti essere 8732 (come ribadito nell’editoriale di giovedi)

Criticità considerando questo dato a 1937 posti occupati. A questi numeri che rendono evidenti le preoccupanti prospettive e l’esigenza di intervenire con misure forti si aggiunge la lettera dei 150 scienziati che richiedono rigide di contenimento per evitare la tragedia, infine la previsione del Presidente dell’Accademia dei Lincei che stima in 500 morti al giorno a novembre se non si interviene drasticamente.

(Opportuno citare anche la lettera del Presidente Istat pubblicata sul Corriere del 17 ottobre e relativa alla raccolta delle informazioni relative alla pandemia “.“ In tanti mesi non abbiamo investito in un sistema di raccolta di dati che consenta un monitoraggio accurato su probabilità di contagio, dimensioni delle componenti sintomatiche e asintomatiche, collegamento con i rischi successivi, ricoveri e terapie sub-intensive e intensive, letalità. (…) Non è citando insieme, giorno per giorno, il numero di casi positivi e di tamponi effettuati che possiamo capire cosa stia accadendo realmente”. Il report settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità segna la criticità che stiamo vivendo: “La situazione descritta in questo report evidenzia segnali di criticità dei servizi territoriali e del raggiungimento imminente di soglie critiche dei servizi assistenziali di numerose Regioni e province autonoma, (…) l’evidenza di casi rapidamente in aumento con Rt nazionale di 1.5 nel suo valore medio e significativamente sopra 1 indicano una situazione complessivamente e diffusamente molto grave sul territorio nazionale con rischio di criticità importanti a breve termine in numerose

Regioni e province autonome italiane”. Continua Il tracciamento dei casi è saltato: “Il carico di lavoro non è più sostenibile sui servizi sanitari territoriali con evidenza di impossibilità di tracciare in modo completo le catene di trasmissione ed aumento in proporzione dei casi evidenziati per sintomi (che superano per la prima volta questa settimana quello dei casi identificati tramite contact tracing)”. Urge applicare misure di chiusura e limitazioni alla mobilità: “Sono necessarie misure, con precedenza per le aree maggiormente colpite, che favoriscano una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone e che possano alleggerire la pressione sui servizi sanitari, comprese restrizioni nelle attività non essenziali e restrizioni della mobilità nonché l`attuazione delle altre misure già previste nel documento ‘Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di trasmissione per il periodo autunno-invernale'”.

Provvedimenti che riguardano anche la responsabilità individuale: “È fondamentale che la popolazione riduca tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo quando non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa quanto più possibile”. Inoltre “si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine e – si ribadisce – la necessità di rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi”

About Erasmo Venosi

Erasmo Venosi
Erasmo Venosi già professore associato università La Sapienza, è stato componente Commissione Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del ministero ambiente per concessione autorizzazione integrata Ambientale grandi impianti industriali Italiani

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