Con il Clima che cambia gravi i rischi per la salute e la sicurezza umana

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Gli eventi di caldo estremo hanno a lungo minacciato la salute pubblica in tutto il mondo, con episodi particolarmente gravi in Europa, in Giappone, e in Australia, solo per fare qualche esempio, provocando anche un drammatico aumento del tasso di mortalità durante le ondate di calore. I decessi sono il risultato di colpi di calore e delle condizioni correlate, ma anche a malattie cardiovascolari, respiratorie e cerebrovascolari. Le ondate di calore sono anche associate a un aumento dei ricoveri ospedalieri per disturbi cardiovascolari, renali e respiratori. Le ondate di calore stanno aumentando in tutto il mondo e le proiezioni climatiche indicano che gli eventi di calore estremo saranno più frequenti e intensi nei prossimi decenni. 

Il Mediterraneo è una regione particolarmente vulnerabile alle ondate di calore, con temperature anche estreme, e alla siccità.

Anche a livello italiano, il rapporto del CMCC (Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici), pubblicato nel settembre scorso, sintetizzando le ultime conoscenze scientifiche disponibili è chiarissimo nell’evidenziare che fattori di rischio quali incendi, riduzione delle risorse idriche, desertificazione e perdita di produttività delle colture saranno amplificate dai cambiamenti climatici in atto. 

I loro effetti sulla salute umana, anche secondo gli scenari meno pessimistici, saranno particolarmente marcati nelle aree urbane e sulle fasce più deboli della popolazione, come bambini, anziani e disabili, a causa dell’aumento tanto delle ondate di calore quanto da esondazioni e inondazioni causati da precipitazioni particolarmente concentrate ed intense: già attualmente ben il 91% dei comuni italiani risulta a rischio per frane e alluvioni, mentre sono oltre 7 milioni le persone che vivono o lavorano in aree definite ad “alta pericolosità”.

A sottolineare l’importanza del tema, tra i primi è stata “The Lancet” – la più importante rivista medica internazionale  – che a breve dedicherà un nuovo approfondimento su questi temi insieme ad alcuni dei maggiori esperti mondiali: clicca QUI per approfondire. 

Un clima stabile è un fattore determinante per la salute umana. Pertanto, il raggiungimento dell’obiettivo dell’Accordo di Parigi costituisce anche un importante obiettivo di salute pubblica globale. Guardare oggi all’innalzamento dell’obiettivo europeo di taglio delle emissioni al 2030, nel quadro di un vero allineamento degli impegni di tutti i Paesi per riuscire a limitare il riscaldamento globale a +1,5°C, guardare a un anno che rappresenti una vera corsa per l’azione climatica, significa anche occuparsi di salute.  Nel 2018, l’Alleanza globale per il clima e la salute e decine di altre organizzazioni sanitarie hanno prodotto una “Call to Action on Climate and Health” in risposta all’emergenza sanitaria globale creata dal cambiamento climatico. 

L’appello raccomanda specificamente politiche che promuovono i seguenti obiettivi: 1) Rispettare e rafforzare gli impegni previsti dall’accordo di Parigi; 2) La transizione dall’uso di carbone, petrolio e gas naturale all’energia pulita, sicura e rinnovabile. 3) Passaggio a sistemi di trasporto a zero emissioni di carbonio con particolare attenzione al trasporto attivo. 4) Costruire sistemi alimentari e agricoli locali, sani e sostenibili. 5) Investire in politiche che sostengano una transizione giusta per i lavoratori e le comunità che risentono negativamente del passaggio a un’economia a basse emissioni di carbonio. 6) Garantire che l’uguaglianza di genere sia al centro dell’azione per il clima. 7) Alzare la voce del settore sanitario nell’appello all’azione per il clima. 8) Incorporare le soluzioni climatiche in tutti i sistemi sanitari e di sanità pubblica. 9) Costruire comunità resistenti di fronte al cambiamento climatico. 10) Investire nel clima e nella salute. Come si vede, un’agenda che intreccia fortemente le azioni sul clima a quelle per la salute e la protezione sociale, a dimostrazione che oggi occorre un’azione sinergica per perseguire obiettivi ambientali e sociali insieme. Un’agenda più che mai valida oggi, in tempi di “Piani di Recovery”, cioè di recupero, per non ammalarsi ancora e salvaguardare prosperità e salute anche nel nome della generazione futura (Next Generation EU è il nome dello strumento finanziario europeo per uscire dalla crisi Covid)

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