Con il Clima che cambia gravi i rischi per la salute e la sicurezza umana

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WWF: nuovi studi confermano che il cambiamento climatico in atto aumenta i rischi per la salute umana, anche a causa degli eventi estremi. Indispensabile azzerare le emissioni di gas serra prima che sia troppo tardi

Mentre il mondo affronta la seconda ondata di COVID-19, che trova le sue radici profonde nei nostri impatti sulla natura (come già anticipato nel report WWF “Pandemie, l’effetto boomerang della distruzione degli ecosistemi” e rilanciato dal recente report IPBES “Escaping the ‘Era of Pandemics’) è sempre più chiaro come un’altra delle emergenze globali stia mettendo sempre più a rischio la nostra salute e la nostra stessa sicurezza: il cambiamento climatico.

Oggi come non mai siamo in grado di valutare quanto sia importante essere pronti ad affrontare le emergenze sanitarie globali. Proprio per questa ragione è necessario  prevedere i rischi legati al cambiamento climatico in atto anche nelle politiche sanitarie nazionali. Proprio in questi giorni la rivista Scientific American ha lanciato un appello per l’istituzione di un Istituto Nazionale su Clima e Salute negli USA (We Need a National Institute of Climate Change and Health – Scientific American). Anche l’Europa e l’Italia devono prepararsi a impatti che non potremo più evitare, oltre che fare di tutto per evitare gli impatti peggiori.

Il cambiamento climatico danneggia la salute umana in diversi modi. 

I danni diretti alla salute sono il risultato di condizioni meteorologiche sempre più estreme, tra cui ondate di calore e tempeste sempre più frequenti e gravi, inondazioni e siccità. I danni indiretti alla salute derivano dal peggioramento dell’inquinamento atmosferico, dall’aumento delle malattie trasmesse da vettori, dall’acqua e dal cibo sempre più contaminati, dalla riduzione della produzione alimentare e da cibi meno nutrienti, dall’impatto sulla salute mentale, dall’aumento dei conflitti, dal danneggiamento e dalla distruzione di abitazioni e terreni agricoli e dalle migrazioni forzate. Tutti questi impatti dannosi interagiscono con fattori socioeconomici e biologici – tra cui l’età, il sesso, il reddito, lo stato di salute, il razzismo e la discriminazione – per cui la salute delle persone più vulnerabili, emarginate e svantaggiate tende ad essere danneggiata per prima e peggio. 

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