Ci risiamo! Scorie nucleari tra Puglia e Basilicata

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E già un coro di proteste proveniente dalle associazioni del Coordinamento provinciale delle Gravine di Taranto e di Rosa D’Amato, eurodeputata del gruppo Greens/Efa al Parlamento Ue.  

«17 anni fa siamo scesi nelle piazze e nelle strade per dire NO al deposito di scorie nucleari a Scanzano Jonico. Oggi siamo pronti alla mobilitazione per opporci all’individuazione del possibile sito di stoccaggio in Puglia e nell’area della Terra delle Gravine, in particolare.» Scrivono in un comunicato Marinella Marescotti, Preneste Anzolin e Valentino Valentini del Coordinamento Parco delle Gravine che continuano: «

Non c’è bisogno di molte parole per motivare la nostra netta opposizione; ieri come oggi la nostra battaglia è in difesa di una terra e di un Parco le cui naturali vocazioni sono in netto contrasto con la destinazione di u deposito di scorie nucleari. Una terra le cui “ricchezze” sono l’inestimabile valore di ambiente, natura, paesaggio, storia, cultura e archeologia e le cui vocazioni naturali sono, dunque, quelle legate alla tutela e valorizzazione di queste ricchezze. Insieme ad un comparto agro-alimentare di grande qualità. Il Parco della Terra delle Gravine, per il cui decollo ci battiamo da anni, insieme alle preziose testimonianza della Civiltà Rupestre, rappresenta un patrimonio inestimabile, che, a ben ragione, può e deve rappresentare uno dei pilastri di quel modello di sviluppo alternativo e sostenibile che si cerca di costruire per la Puglia e per Taranto e la sua provincia in particolare. Vale anche la pena ricordare che questo patrimonio è stato candidato a Patrimonio dell’Umanità UNESCO.
La realizzazione di un deposito di scorie nucleari in questa area pregiudicherebbe irrimediabilmente tutto questo!
Non vogliamo negare la necessità di dare soluzione all’annoso problema della messa in sicurezza delle scorie nucleari in Italia, ma le soluzioni non possono non tener conto delle peculiarità e delle caratteristiche socio-ambientali del territorio.
Ci batteremo», scrivono in conclusione «insieme a tutti coloro che condividono questa impostazione, per convincere il Governo e gli Organi incaricati delle verifiche che questa Terra ha bisogno di ben altri interventi ed investimenti.»

RIFIUTI, D’AMATO (GREENS): NO A SCORIE IN BASILICATA E PUGLIA, TERRITORI HANNO PAGATO PREZZO GIA’ ALTO


“Le scorie nucleari dell’Italia potrebbero venire depositate tra la Basilicata e la Puglia. È quanto prevede la Cnapi, la Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee a ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. Parliamo di territori come la provincia di Taranto o le aree interne lucane che già pagano un prezzo altissimo in termini di salute e ambiente, tra siderurgia e Tempa Rossa. Da europarlamentare del Sud urlo il mio dissenso, che è poi quello dei cittadini di questi territori che hanno già manifestato in passato il loro ‘no’ alle discariche di rifiuti radioattivi. A chi governa dico che sareste complici di un altro ‘delitto perfetto’ dopo i casi Tap e Ilva. Invito la cittadinanza, le ong, Regioni e Comuni ad alzare le barricate per difendere territori la cui vocazione è agricola e turistica. Per quanto mi compete, presenterò osservazioni alla consultazione pubblica e porterò il caso alla Commissione europea in modo da verificare se i criteri seguiti nella redazione della Cnapi rispettano la direttiva Euratom“. Lo dice Rosa D’Amato, eurodeputata del gruppo Greens/Efa al Parlamento Ue.  

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