Vietri (FDI) – Monarchia nelle società partecipate del comune

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Il comune di Taranto è stato richiamato dal Ministero dell’Economia ad esercitare un maggiore controllo sulle sue società partecipate e così l’amministrazione comunale ha proceduto a modificare il regolamento sul controllo delle società in house

 Peccato però che nel nuovo provvedimento sparisce il precedente art. 5 che aveva quale oggetto “controllo sulla gestione del consiglio comunale” e che prevedeva che le società adottassero piani finanziari, modifiche al modello societario, allo statuto e atti sugli acquisti, le alienazioni, le permute dei beni immobili, l’assunzione di mutui e le assunzioni di personale esclusivamente previa deliberazione del consiglio comunale;lo stesso articolo prevedeva, altresì, che le decisioni assunte in difformità – ovvero in assenza delle deliberazioni del consiglio – sarebbero rimaste inefficaci.

Questo nuovo regolamento, approvato nell’ultima seduta della massima assise cittadina, incredibilmente elimina al suo interno la funzione di controllo del consiglio comunale sulle società in house. A fronte però di un indebolimento delle funzioni del consiglio viene a costituirsi un nuovo modello di governance a cui è affidato in toto il controllo sulle aziende; di esso fanno parte il sindaco, che delle stesse società rappresenta la proprietà, l’assessore alle partecipate, che è nominato dal sindaco, il direttore generale, che è a Taranto per volontà del sindaco, e i dirigenti della direzione gabinetto sindaco e programmazione finanziaria, anch’essi destinati a tali mansioni dal primo cittadino che nomina, allo stesso tempo, anche i presidenti delle società. In buona sostanza, tutte le figure che determinano la gestione delle aziende del comune ma anche il loro controllo sono tutte emanazione di un unico soggetto, ovvero il sindaco, che detiene, tra l’altro, anche il potere di rimuoverle dai loro compiti.

Il nuovo regolamento quindi, escludendo il consiglio comunale, consegna di fatto pieni poteri al sindaco sulle società partecipate senza che – a questo potere totale del primo cittadino – sia prevista alcuna  forma di contrappeso. Questo nuovo regolamento avrebbe dovuto invece aprire maggiormente al consiglio comunale, rendendo più effettiva ed efficace la sua azione di controllo sulle società; invece, vanifica il lavoro fatto  fino ad oggi per realizzare in modo compiuto tale controllo. Sicuramente il ministero non avrebbe mai immaginato che il proprio richiamo al comune di Taranto sarebbe stato recepito con un provvedimento da monarchia.

Giampaolo Vietri – Consiglio Comunale di Taranto – Fratelli d’Italia

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