Usura bancaria. Finanziaria caput

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Il tribunale di Lecce accoglie l’opposizione e revoca un decreto ingiuntivo.

Una sentenza esemplare in tema di usura bancaria arriva dal Tribunale di Lecce che in una causa in opposizione ad un decreto ingiuntivo che traeva origine da un finanziamento al consumo ha accolto le doglianze di un debitore e ha annullato l’ingiunzione. La novità della recentissima decisione pubblicata lo scorso 24 luglio, ma comunicata in data di ieri, sta nel principio secondo cui se anche il tasso contrattuale supera “seppur di solo una minima percentuale” (pari allo 0,044 %) la soglia antiusura, è nulla ogni clausola “tramite la quale siano convenuti interessi, a qualunque titolo”. La conseguenza dell’applicazione della legge, ed in particolare dell’art. 1815 del c.c., è che non sono dovuti gli interessi. La fattispecie trae origine da un decreto ingiuntivo notificato a seguito del ritardato pagamento delle rate di un prestito al consumo.

Il debitore che aveva richiesto l’assistenza degli esperti dello “Sportello dei Diritti” si era reso conto che qualcosa non quadrava nell’entità dei tassi pattuiti. A seguito di una consulenza tecnica econometrica di parte, infatti, il TAEG (Tasso Anno Effettivo Globale) era risultato, seppur di pochissimo, superiore al tasso soglia vigente al momento della stipula pubblicato trimestralmente con D.M. Economia. Da qui l’opposizione, con l’assistenza dei nostri consulenti, tra cui l’avvocato Donato Maruccia e la successiva CTU del Tribunale di Lecce che confermava che il tasso superava “seppur di solo una minima percentuale” (pari allo 0,044 %) quello antiusura pure tenuto in conto le spese per l’incasso delle rate pari ad 1,50 euro.

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