Taranto – Museo naturalistico, scuola di “bioempatia”

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L’umanità oggi sta attraversando un momento veramente critico. L’aumento esponenziale della popolazione e delle attività umane sta portando decisamente ad una sommatoria di problemi ambientali che sono già sotto gli occhi di tutti, questo soprattutto perché la volontà e la possibilità dell’uomo di modificare ( ed inquinare) l’ambiente in cui vive e respira si sono sviluppate molto, ma molto più in fretta della sua capacità di capire come funziona l’ambiente naturale in modo da rendere possibile il costante sviluppo del bios.

Alla luce di quanto precede, pensiamo che diventi sempre più urgente pervenire ad un “robusto cambio di passo culturale”, affinché tutti, ma proprio tutti (e non solo gli addetti ai lavori…) si prenda coscienza di quei processi e di quelle condizioni degli ambienti naturali che rendano possibile la vita e la salute di singoli organismi viventi quali noi siamo, Coronavirus docet ! Si pensi che solo qualche decennio fa ( e noi ne siamo testimoni…) vi era un clima favorevole e più stabile, suoli più fertili, acque più pulite e prive di plastica, e soprattutto diversità dei viventi, condizioni queste cui la nostra civiltà tecnologica e la nostra cultura dominante non assegnano ancora il giusto valore, media compresi ( fatta eccezione per qualche autorevole voce, che però sembra ancora “gridare nel deserto”).

Per questo pensiamo che sia della massima urgenza l’istituzione di una vera e propria scuola di “bioempatia” ( = la capacità di comprendere le cose anche dal punto di vista della Natura al fine d’imparare a rispettare i suoi principi), a mezzo di strumenti culturali come i musei di scienze naturali e ambientali, posto che le discipline ed istituzioni di stampo umanistico e “demoetnoantropologico” sono decisamente alla base degli interessi culturali della maggior parte degli italiani; di qui la domanda : sarebbe dunque solo quest’ultima la conoscenza che ci serve e di cui oggi abbiamo un disperato bisogno per preservare la vita nostra e di tutti i viventi sul nostro Pianeta ?

Mi sembra utile ribadire che il dott. Franco Andreone, Conservatore del Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, lamenta che i musei naturalistici costituiscono la “cenerentola” del sistema museale italiano : “ognuno fa storia a sé, chi dipende dall’Università, chi dalla Regione, chi dal Comune, chi ancora dalla beneficenza, e quasi tutti dalla “politica” che se ne disinteressa…”; certo una soluzione di “comodo”, questa, considerando le sette fatiche d’Ercole cui il sottoscritto si sta sottoponendo in tutti questi anni per istituire nella sua Città un civico museo di scienze naturali e ambientali ! E questo nonostante il presidente della S.E.I. (Società Entomologica Italiana), prof. Francesco Pennacchio, scrivendo al sindaco di Taranto affermi che “da sempre le regioni centromeridionali del nostro Paese sono purtroppo tragicamente prive di musei e di strutture di tipo naturalistico ove svolgere, soprattutto a favore dei ragazzi, quella fondamentale attività divulgativa di avvicinamento alla natura ( che genera bioempatia…) e che potrebbe spingerli, una volta adulti, a non ripetere gli errori commessi contro i beni ambientali dalle generazioni che li hanno preceduti”. Quel Suo “tragicamente” la dice tutta sull’assoluta necessità di acquisire bioepatia, realizzando tanti,,ma tanti musei naturalistici, finalmente aprendo a tutti, donne e uomini, adulti e ragazzi, una larga finestra sul meraviglioso mondo dei viventi che dovunque ci circonda, ancor oggi purtroppo ancora inascoltato : Greta, in fondo, ha ragione, se ci facessimo tutti un serio esame di coscienza verremmo anche a capo del perché!

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Valentino Valentini CO.RI.TA. Comitato per il Rimboschimento della Città di Taranto

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