Racconto breve «Semo Vintuno»

57 / 100 SEO Score

Capistrello giugno 1944 di Mira Carpineta

C’era ancora qualche ora di luce e doveva sbrigarsi. Il pane e le sagnette1 con i fagioli erano pronte. Sistemò la callara2 nel canestro, avvolta nel panno della tovaglia, con il coperchio serrato per non far disperdere il calore. In un’altra mmotina3, un altro grande strofinaccio, avvolse altre cibarie, altro pane, qualche tocco di formaggio, una pizza con le cipolle. Sistemò il tutto insieme, arrotolò un altro fazzolo4 e lo mise a cerchio sulla testa. Poi prese il canestro e se lo pose sul capo per uscire.

Con quel peso sulla testa attraversò la strada e si diresse verso la stazione e‘glio Rucetto5.

Da diversi giorni ormai un commando tedesco in ritirata si era stanziato nel palazzo più grande della piazza. Lei si avvicinò al portone, il soldato di guardia la vide e annusò con desiderio i profumi che emanavano dal canestro e non la fermò. Lei entrò nella corte interna e un altro soldato le venne incontro per scortarla in una stanza che era stata adibita a cucina. Le tolse il canestro dalla testa e lo pose sul grande tavolo dove erano disposte altre cibarie. Il soldato sollevò il coperchio della callara e il vapore della minestra calda gli colpì le narici. Abbozzò un sorriso, richiuse, recuperò la tovaglia che avvolgeva la pentola e gliela gettò nel canestro. Diomira lo riprese, se lo sistemò di nuovo sulla testa e senza dire una parola si diresse verso l’uscita.

Allontanandosi dal comando tedesco si diresse verso la fine del paese. Non poteva tornare subito a casa e doveva sbrigarsi perché tra poco sarebbe scattato il coprifuoco e i tedeschi sparavano a tutto ciò che si muoveva.

About comunicato

comunicato

Check Also

Wind3, una storia di disservizio

Wind3, una storia di disservizio

9 / 100 Powered by Rank Math SEO SEO Score Lo stare senza internet è …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *