Maurizio Lomartire candidato alla regione «Priorità alla promozione della cultura»

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La promozione del territorio attraverso la cultura e la valorizzazione delle eccellenze.

È uno degli obiettivi alla base della candidatura al consiglio regionale nella lista civica “Emiliano sindaco di Puglia” di Maurizio Lomartire, di 57 anni, tra i direttori d’orchestra dell’Ico Magna Grecia, compositore/arrangiatore, violinista, docente del Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari.

Ha collaborato e collabora con artisti di fama come Bacalov, Piovano, Amoyal, Apap e Rosenberg e orchestre internazionali come l’Orchestra Filarmonica “Klassica” di Pietroburgo, l’Orchestra Filarmonica di Poznan e l’Orchestra di Stato del Messico. Una lunga esperienza nel campo della cultura che intende mettere al servizio della comunità con un impegno in prima persona in questa competizione elettorale. «Come nasce questa candidatura? Ho semplicemente scoperto che da più parti – spiega Maurizio Lomartire – si ripone in me una quantità di stima che esonda dai confini meramente professionali e che ho ritenuto di non poter deludere». Di certo «cambiano le mie prospettive di osservazione – aggiunge il candidato – perchè, per quanto uomo di spettacolo, non ho mai amato la luce di riflettori che rendessero il mio lavoro “altro” rispetto a quello per cui era stato concepito. So che mi si contesterà di non possedere pregi e difetti che si attribuiscono abitualmente a chi fa politica di professione.

Nondimeno, una qualità indispensabile e non surrogabile mi verrà riconosciuta da chi mi conosce a sufficienza, avendola “esibita” in tempi non sospetti: un’insana passione per la mia terra. Senza tema di smentite, a essa – osserva Lomartire – ho dedicato (e dedicherò) una buona parte dei miei progetti artistici consapevole dell’importanza della ri-creazione di un senso identitario e di appartenenza, sopito da tempo, che rifuggisse dal rischio di un bieco orgoglio provincialista e protezionista. Orgoglio e appartenenza che finalmente stanno rinascendo grazie al lavoro della nostra amministrazione comunale guidata dal sindaco Melucci». Perché scendere in campo in una lista a sostegno di Michele Emiliano? «La mia area elettorale – spiega Lomartire – è sempre stata quella. Per le mie competenze e inclinazioni intendo adoperarmi per il riscatto della mia città e del suo territorio perché, a ben guardare, l’ho sempre fatto. L’idea è quella di garantire una maggiore attenzione alle istanze che vengono dal mondo della cultura e delle associazioni del territorio impegnate in tal senso. È l’ambito in cui agisco da sempre e penso ci sia necessità di rafforzare e rendere un po’ più serena l’azione sul territorio di chi si spende in questo campo, più supporto da parte delle istituzioni affinchè si possa operare sempre meglio. Il mio appoggio è alla cultura tout court.

C’è la volontà di imprimere una sterzata sulle attività culturali del territorio che sono state legate moltissimo alle iniziative di singoli, come è giusto e bello che sia, ma che andrebbero gestite in maniera ancora più organica». Cosa rappresenta per la città, per la Regione e per tutto il Mezzogiorno, l’Orchestra della Magna Grecia? «È stato difficile ma importante costruire un organismo che ora ha quasi 30 anni di vita. Fu creata in un momento in cui l’economia tarantina si avviava inesorabilmente al declino. Persino la politica nazionale andava contro iniziative siffatte, anzi si chiudevano le orchestre in quegli anni. Quelle della Rai passarono da 4 ad una. Si chiuse quella del Lazio. In questi anni siamo riusciti a fare esattamente l’inverso, in un territorio depresso quale è stato quello di Taranto negli ultimi 30 anni dal punto di vista economico. Questo può dare una misura della forza di questa iniziativa e delle persone che la animano, che la gente forse non conosce perché vede più che altro l’aspetto esteriore. Non immagina cosa significa creare un’orchestra, portarla avanti. È una realtà anche fortemente simbolica. Abbiamo dato dimostrazione che non solo si poteva fare altro in questa città ma si poteva fare altro e garantire lavoro anche in un ambito inimmaginabile quale quello della cultura e dello spettacolo».

Il territorio ha «tutte le possibilità – conclude Maurizio Lomartire – di creare alternative alla monocultura industriale attraverso la riscoperta dell’identità e il riconoscimento del valore di appartenenza che possono provenire solamente da un movimento culturale largamente inteso. Ma il discorso riguarda tutti i comuni della provincia perché bisogna dare voce ai territori e assecondare le loro potenzialità. Come in una grande sinfonia».

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