Bloccato l’ingresso al coronavirus, una scoperta italiana che fa ben sperare

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La notizia su tutti i giornali. Isolati due potenti anticorpi monoclonali, in grado di bloccare (è come se otturassero il buco della serratura) il recettore cellulare Ace 2 attraverso il quale la “chiave di ingresso” la proteina S (spike) del coronavirus entra nella cellula.

Anticorpi isolati da un gruppo USA, in collaborazione con il Sacco di Milano. Osservo che già un nostro grande scienziato Rappuoli insieme all’Istituto Spallanzani di Roma e alla Fondazione-Toscana Life Sciences ha isolato, 17 anticorpi monoclonali. Sono gli anticorpi dei pazienti, che hanno superato la malattia. È una terapia che va oltre la terapia con il plasma e con la differenza, che si può ottenere un farmaco specifico usando anticorpi neutralizzanti selezionati. Farmaco che si può produrre artificialmente e usandolo sia come terapia che profilassi. Un progetto di ricerca italiano, guidato da un grande microbiologo Rino Rappuoli che insieme all’Istituto Spallanzani e alla Fondazione Toscana Life Sciencies ha isolato tempo fa, 17 anticorpi monoclonali. Anticorpi che in vitro hanno neutralizzato il coronavirus. Risultati pubblicati su BioRxiv. Studio condotto usando il sangue di 7 pazienti.

Anche lo studio di Rappuoli mira a impedire l’azione della proteina Spike privando il virus della “strategia” con cui esercita, con elevata efficacia, il meccanismo infettivo. Rino Rappuoli è uno dei massimi esperti al mondo di vaccini e attualmente direttore scientifico e responsabile dell’attività di ricerca di GlaxoSmithKline. Secondo Rappuoli si può ottenere un farmaco entro 9 mesi. Il gruppo di Rappuolo ha preso i linfociti B delle persone guarite, ha analizzato il tipo di anticorpi che erano prodotti e ha identificato così degli anticorpi neutralizzanti, che sono effettivamente in grado di bloccare l’ingresso del virus. Una volta selezionati gli anticorpi ed eseguiti i test clinici per testarne sicurezza ed efficacia, il passo successivo è avviare una produzione su larga scala riproducendo gli anticorpi in laboratorio in quantità illimitata. Farmaco che può essere usato sia dagli infettati sia da soggetti a rischio.

Quale la differenza tra un vaccino e una terapia fondata sull’azione degli anticorpi, trasmessi come farmaco?

Bloccato l’ingresso al coronavirus, una scoperta italiana che fa ben sperare

 Il farmaco trasferisce l’anticorpo prodotto che da protezione per due, tre mesi mentre il vaccino stimola la produzione di anticorpi da parte delle nostre cellule. Il contatto con il virus o l’essere vaccinati determina la produzione di cellule B della memoria. Sono cellule che nel tempo continueranno a persistere nel nostro corpo e continueranno a produrre anticorpi. Di certo il farmaco specifico ottenuto da anticorpi monoclonali è una scoperta importante, ma non risolutiva. Gli anticorpi monoclonali sono la grande scommessa. Hanno dimostrato in altre patologie di essere sicuri ed efficaci: basta pensare che le piattaforme per la produzione di anticorpi monoclonali sono utilizzati, per esempio, in oncologia con buoni risultati, e sono stati utilizzati per le malattie infettive grazie alla ricerca su Ebola. Esistono quattro studi clinici (trial) nel mondo: Stati uniti, Olanda, Francia e Italia. Intanto OMS dichiara che il picco della malattia non è stato raggiunto, in alcuni paesi e che stima in due anni il tempo necessario a far cessare la pandemia.

About Erasmo Venosi

Erasmo Venosi
Erasmo Venosi già professore associato università La Sapienza, è stato componente Commissione Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del ministero ambiente per concessione autorizzazione integrata Ambientale grandi impianti industriali Italiani

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