Assergi e San Rocco, protettore contro le epidemie

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La storia del santo di Montpellier, festeggiato il 16 agosto e molto venerato

L’AQUILA – Ad Assergi, ridente ed illustre borgo adagiato sulle pendici del versante meridionale del Gran Sasso d’Italia, in quest’annus horribilis per il Covid 19 si ricorda l’Ottocentenario della morte del suo patrono San Franco eremita. Per l’occasione è nata un’associazione culturale denominata “Assergi: cultura, memoria e montagna” presieduta da Ivana Fiordigigli, che ne è anche l’animatrice. Molte delle programmate iniziative, a causa dell’emergenza sanitaria, sono state rimandate all’anno prossimo, alcune si sono già svolte, sia pure nella sola forma religiosa, nei giorni 13, 14 e 15 agosto. Tra queste, la mattina del 13 agosto, come da tradizione, ha avuto luogo un pellegrinaggio alla sorgente dell’Acqua di San Franco, dove il santo eremita fece sgorgare miracolosamente l’acqua e dove sorge una graziosa chiesetta. Alla sera poi, nella suggestiva chiesa parrocchiale intitolata a Santa Maria Assunta, è stato inscenato uno spettacolo di racconto, musica e canto dal titolo “Il respiro della montagna”, che ha riscosso molto interesse, una specie di oratorio che racconta la vita del Santo patrono, con musiche originali di Andrei Popescu, eseguite dal gruppo da camera Deltensemble.

Coerentemente con il programma religioso, il 14 agosto, si è festeggiato San Rocco, venerato ad Assergi da tempo immemorabile, come sta a dimostrare l’esistenza nella chiesa parrocchiale di un altare a lui dedicato, in seguito rimosso, già menzionato nella visita del 1781 del vescovo dell’Aquila mons. Cervone eultimatoqualche anno dopo (D. Gianfrancesco, Assergi e S. Franco, pp. 164 e 166). Chi era questo uomo di Dio che l’iconografia, come nella bella statua che campeggia nella chiesa di Assergi e che viene portata in processione, ci mostra nell’aspetto di un giovane quasi sempre con la barba, segno distintivo del viandante, con un giustacuore rosso e un mantello di ruvida stoffa, una borraccia e un tascapane a tracolla, che impugna il bordone dei pellegrini, come San Giacomo, e che ha accanto un cane che reca in bocca una pagnotta?

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