AGRICOLTURA, AL TOP TRA LE CAUSE DI PERDITA DI NATURA IN EUROPA

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OBIETTIVO 40% DI SUPERFICIE ‘BIO’ ENTRO IL 2030 PER TUTELARE AMBIENTE E SALUTE

WWF stila 10 ‘trucchi’ per rendere l’agricoltura ‘amica’ della Natura: dalla rotazione delle colture ai B&B per insetti impollinatori

Prosegue la Food Week WWF verso la Giornata Mondiale dell’Alimentazione 

Al livello globale la perdita di natura è in gran parte legata ai regimi alimentari e scelte di consumo, come evidenziato pochi giorni fa dal report WWF Invertire la rotta: il potere delle “diete amiche del Pianeta”In Europa e in Italia la minaccia principale per la biodiversità è l’agricoltura, a causa dell’uso di sostanze chimiche di sintesi, della semplificazione degli agroecosistemi e dell’abbandono delle pratiche tradizionali.

Tra i principali imputati, i pesticidi: iI loro danno sulla biodiversità, così come quello che riguarda la nostra salute, ha anche un forte impatto economico. Uno studio Usa del 2014 (Environmental and Economic Costs of the Application of Pesticides) ha valutato in 284 milioni di dollari l’anno il solo danno diretto legato alla scomparsa delle api e degli altri insetti impollinatori. Lo sterminio di altri insetti e dei parassiti predatori naturali degli insetti e degli organismi dannosi costa, invece, complessivamente, 520 milioni di dollari l’anno, considerando anche la spesa del ricorso aggiuntivo a trattamenti fitosanitari. E ancora: 1,5 miliardi di dollari l’anno vanno in fumo per le perdite nei raccolti legate all’accresciuta resistenza ai pesticidi, compresi i costi aggiuntivi connessi al maggior impiego di fitofarmaci.Gli insetticidi influenzano direttamente la biodiversità e inoltre, colpendo i principali impollinatori, hanno effetti indiretti sulla biodiversità delle specie vegetali. Uno studio condotto in Germania e pubblicato su Plos One, ha misurato la biomassa degli insetti alati, fondamentali per l’impollinazione, in 63 riserve naturali lungo un arco di 27 anni e ha evidenziato un declino complessivo del 76% (con picchi fino all’82% nella stagione medio-estiva quando la loro presenza è maggiore).  L’analisi rileva come tale declino, indipendente dalla tipologia di habitat, non possa essere spiegato da cambiamenti meteorologici, né dalla distruzione dell’habitat. Gli autori concludono che l’intensificazione delle pratiche agricole insostenibili, incluso l’utilizzo di pesticidi, è la causa più probabile di tale collasso della biomassa degli insetti.

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One comment

  1. Avatar

    Wow! Dopotutto ho preso un blog da cui in effetti so prendere utili
    informazioni riguardanti il mio studio e le mie conoscenz

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