Arci – Stop al consumo di suolo per una Taranto davvero sostenibile

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Di seguito pubblichiamo il comunicato stampa del circolo ARCI Gagarin di Taranto sulla questione del nuovo piano Cimino sollevata da Legambiente.

 La denuncia di Legambiente su una nuova cementificazione in area Cimino ha spinto il sindaco Melucci a prendere posizione, bloccando il progetto e rimandando le scelte sulla destinazione della zona al nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG). La dichiarazione del primo cittadino però non può lasciare tranquilli. E’ da tempo infatti che si tenta uno sfondamento urbanistico  (“piano Sircom”, e non solo) in un’area del comprensorio Mar piccolo – Salina Grande che andrebbe invece preservata e  tutelata.

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Taranto consumo di suolo

Ora questa prospettiva è favorita dal sito scelto già dall’amministrazione Stefàno per il nuovo ospedale San Cataldo. Questo rischia di diventare la testa di ponte per la definitiva cementificazione di quella zona con un’ulteriore gratuita espansione della città.  L’area individuata è infatti collocata in piena campagna, a più di 2 km dalle ultime case, una distanza che lascia un vuoto rispetto al quale è facile presagire persistenti manovre speculative. Intanto la zona verrà dotata di servizi ed infrastrutture che faranno alzare il valore dei terreni circostanti.

Arci - Stop al consumo di suolo per una Taranto davvero sostenibile

Il sito dell’ospedale è in realtà del tutto fuorviante come destinazione urbanistica e con la sua enorme colata di cemento – 22 ettari di superficie, 127 mila mc di volume e tre piani di edificazione – andrà ad impattare fortemente su una più vasta area di pregio ambientale e paesaggistico per la cui  tutela e valorizzazione è stato di recente istituito il parco regionale di Mar Piccolo e Salina Grande.

 Sul piano amministrativo il sito dell’ospedale non rientra nel parco, lo lambisce. Ma l’impatto è inevitabile nella visione d’insieme di un territorio non urbanizzato, a vocazione agricola e fragile sotto l’aspetto idrogeologico come gli allagamenti della palude Erbara e della Salina Grande dimostrano quando piove. L’altezza degli edifici non solo impatterà con il paesaggio ma sarà da disturbo all’avifauna nei suoi spostamenti tra Mar piccolo, Salina Grande, isole e pinete dell’arco jonico. Del resto il progetto è stato approvato senza Vas e senza la valutazione di incidenza, nonostante le due aree SIC (Siti di Importanza Comunitaria) limitrofi.

La scelta fatta dalla precedente amministrazione rischia quindi di rivelarsi un clamoroso assist alla speculazione edilizia, a danno del paesaggio e dell’ambiente. Un pericolo che va scongiurato.

 E’ venuto il momento di mettere definitivamente da parte il vecchio Piano Regolatore Generale (PRG) – pur scaduto da circa tre decenni, del tutto sproporzionato rispetto alle previsioni di sviluppo della città, da tutti contestato a parole ma mai superato –, che continua ad essere utilizzato all’occorrenza per giustificare inopportune cementificazioni del territorio cittadino.

E’ necessario orientare la politica urbanistica sulla base del recupero e della riqualificazione dell’esistente. Un’esigenza vitale per una città come Taranto, interessata da significativi fenomeni di spopolamento e di erosione di intere zone. E’ indispensabile dunque che il PUG in via di definizione assuma come linea strategica fondamentale lo stop al consumo di suolo. Solo così si potrà fermare la cementificazione in area Cimino e altrove e impostare un nuovo rapporto fra la città e il suo territorio.

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